In Birmania la repressione pare non avere tregua, la tensione cresce, le notizie si accavallano, il numero dei feriti ed i morti continua a crescere.
La polizia apre il fuoco contro i monaci, dopo il coprifuoco centinaia di militari e poliziotti in assetto antisommossa assediano i centri nevralgici delle proteste.
Un regime spietato che ha isolato questo povero Paese abitato da un popolo umile, rassegnato, sempre pronto al sorriso.
Alcuni anni fa siamo adati in Thailandia, abbiamo visto lo splendore degli stupa di Bangkok, le spiaggie idialliache di Ko Samui, e poi al nord abbiamo visitato Chang Rai e Chang Mai.
Ci siamo spinti fino al confine con l'ex Birmania, dove vivono diverse tribu', molte delle quali in fuga, attraverso la giungla, dal feroce regime sanguinario.
Queste tribu' sono molto contese perche' forte richiamo turistico, cosi come e' molto richiesta la droga proveniente dal famoso Triangolo d'Oro .
Il governo per debellare questo mercato di morte cercava di potenziare la coltivazione di orchidee, bellissime e richiestissime dall'Occidente.
Al confine abbiamo visto gente poverissima, a piedi o al massimo in bicicletta che cercava di vendere le poche merci in loro possesso, alcuni vendevano qualche cipolla, qualche limone, i piu' abbienti una gallina smagrita e male in arnese.
Abbiamo potuto fare solo qualche foto di nascosto perche' la polizia vigilava attentamente.
La nostra jeep portava scritto a caratteri cubitali TOURISM , ma nonostante questo siamo stati fermati ripetutamente.
Ora l'Onu si sta riunendo d'urgenza, speriamo che questo popolo martoriato trovi un piccolo spiraglio di luce...
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