venerdì, 30 novembre 2007
corea del nord

Ci sono dittature piu' meno mascherate nel mondo, ci sono Stati dall'eterno Presidente, quello che, arrivato al potere con connivenze ed intrallazzi di ogni genere, non se ne vuole piu' andare. E' un modo per edulcorare l'amara pillola, per confonedere la feroce dittatura con la democrazia.

Gli esempi sono tanti, dai Paesi dell'Africa, ai leader sudamericani, ai Paesi dell'ex Urss.

In Corea del Nord padre e figlio comandano ininterrottamente dal 1948, quest'ultimo e' al potere dal 1994, coi suoi tacchi e la messa in piega vaporosa per sembrare un po' piu' presentabile; quando ha ricevuto la diplomazia del nostro Paese ci ha fatto sapere che gradisce molto le canzoni di Mino Reitano.

In Libia il colonello Gheddafi, si proclamo'  capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione in seguito alla rivolta militare contro il sovrano di allora, era la fine degli anni Sessanta.

In Gabon il presidente regna sovrano indisturbato dal 1967, nel 2003 ha modificato la Costituzione per eliminare qualsiasi limite al numero di mandati possibili.

Ricorda qualcuno?

Certo che si', ha precorso i tempi, lo zar Putin, ex colonnello del Kgb, eletto Presidente nel 2000, sta alacremente lavorando allo scopo, sa gia' come aggirare la legge che lo vorrebbe non rieleggibile.

In Siria, il Presidente morto nel 2000, che era in carica dal 1970, ha visto il figlio suo legittimo successore.

L'elenco e' lungo, include le Maldive, l'Angola, la Guinea Equatoriale, il Camerun, l'Egitto, Cuba e molti altri esempi molto edificanti. 

Per questi Paesi dove l'oligarchia assoluta blinda il potere a suo favore e' stato coniato un nuovo termine "democratura".

Non se ne voglio andare. Mai.

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lunedì, 26 novembre 2007

Montag, il protagonista del libro di Ray Bradbury, fa il pompiere in un mondo terribile dove gli incendi non si spengono ma si appiccano.

La legge impone che i militi facciano irruzione nelle case dove i "sovversivi" conservano libri e li brucino, una dittatura da incubo e di terrore.

Fahrenheit, dal titolo enigmatico, sta ad indicare la temperatura alla quale brucia la carta, secondo la scala in uso dei paesi anglossassoni.

Bradbury ipotizza uno stato talmente autoritario che sente il bisogno  di mettere i libri al rogo, esplora, con grande sensibilita', il terreno dell'utopia negativa.

Montag conduce una vita alienata, tra giganteschi schermi televisivi e slogan, finche' un giorno dall'incontro di una donna, nasce un sentimento impensabile ed inizia la scoperta di un mondo nuovo....

Un libro tra i piu' riusciti del celebre scrittore di fantascienza, merita di essere letto o riletto.

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venerdì, 23 novembre 2007
autunno 08 016

Dio e' morto da Album Concerto , 1979

Ho visto la gente della mia eta' andare via

lungo le strade che non portano mai a niente......

"Prendendo spunto da Le tecniche da difendere, una mia poesia generazionale, composi nel 1963 Dio e' morto, una canzone che, interpretata dai Nomadi, conobbe la censura della Rai, la quale non volle sapere di trasmetterla nemmeno quando entro' nella hit- parade dei dischi piu' venduti, ma curiosamente ebbe l'assenso della Radio Vaticana e dello stesso Paolo VI che defini' il testo un lodevole esempio di esortazione alla pace e al ritorno ai giusti e sani principi morali (.......)" F. Guccini

( la foto sopra e' di una foglia morta nel mio giardino)

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martedì, 20 novembre 2007

solitudine

 

 

Nessun uomo e' un'isola,

completo in se' stesso;

ogni uomo e' un pezzo di continente,

una parte del tutto.

Se anche solo una zolla

venisse lavata via dal mare,

l'Europa ne sarebbe diminuita,

come se le mancasse un

promontorio,

come se venisse a mancare

una dimora di amici tuoi,

o la tua stessa casa.

La morte di un qualsiasi uomo mi

sminuisce,

perche' io sono parte dell'umanita'.

E dunque non chiedere mai

per chi suona la campana:

suona per te.-(J. Donne)

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venerdì, 16 novembre 2007
Cuba_Trinidad

Diversi anni fa abbiamo visitato la splendida Cuba.

Tantissimi i ricordi che si affastellano nella mente, l'Avana, il Malecon, i luoghi cari ad Ernest Hemingway, la gente, la musica, i colori, la gioia di vivere nonostante l'embargo e le ristrettezze economiche, le danze di corpi statuari.

Tra le citta' sicuramente la piu' bella e' Trinidad, patrimonio dell'Umanita' dal 1988, arredata da strade di acciottolato bellissime e d'atmosfera, la citta' coloniale piu' ben conservata dei Caraibi.

Le case sono di color pastello, diventano un merletto urbano stagliandosi a contrasto con il cielo azzurrissimo.

Ad una dozzina di km. si trova la Playa Ancon con una sabbia finissima di straordinario biancore sulla quale sorge un complesso turistico che veniva preso

d'assalto dai turisti russi "nuovi ricchi".

Trinidad e' importante, come altre citta' cubane, per la coltivazione di canna da zuccchero, ma la voce principale dell'economia, oltre al turismo, e' costituita dalla lavorazione del tabacco.

In una  Calle si trova la Fabrica de tobacos dove si possono acquistare sigari arrotolati a mano al momento da esperti ed abili torcitori e torcitrici, prodotti con foglie coltivate nella zona.

Vederli al lavoro e' uno spettacolo straordinario, la cura e la perizia con la quale scelgono la foglia che avvolgera' un pregiato sigaro e' encomiabile.

I torcedores amano lavorare ascoltando la lettura di libri da parte di un addetto allo scopo, il "lector".

Si vuole che la marca di sigari "Montecristo" fosse prodotta appunto durante la lettura del romanzo di Dumas, Il conte di Montecristo, che risultava molto gradita agli artigiani.

Durante la nostra visita Gabriel Garcia Marquez era quello piu' gettonato, che atmosfera indimenticabile! 

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categoria:viaggi, libri, vita, letture, foto, emozioni
lunedì, 12 novembre 2007

Vivere con la Base Militare Usaf nel proprio cortile o giu' di li'come nel mio caso non e' una cosa proprio tranquilizzante.

Ci sono aerei ed  elicotteri che decollano a tutte le ore, si va dai terribili F16 veicoli di morte per le popolazioni irachene agli elicotteri Blackwack per le esercitazioni militari.

Ora un F16 e' precipitato tre settimane fa sulle montagne bellunesi ed un Blackwack e' precipitato giovedi'scorso a S. Lucia di Piave.

La tragedia e' stata sfiorata per un pelo, sono morti "solo" 5 piloti americani.

La prospettiva della militarizzazione intensiva del Veneto Occidentale, vedi Vicenza, non e' solo motivo di battaglia ideologica. C'e' proprio paura per la propria pelle, e' come abitare in una polveriera, ci sono nella base Usaf 40 ordigni nucleari e controlli continui per le strade perche' hanno paura del terrorismo.

Le autorita' locali quando provano a chiedere lumi trovano una barriera invalicabile, loro si trincerano dietro il segreto militare.

Il Sindaco di Aviano preoccupato dal fatto che gli aerei portano cariche esplosive e sorvolano l'abitato,ha provato a chiedere ma risposte non ce ne sono: il segreto militare copre tutto, anche le domande legittime.

Girano voci di un contenimento di costi, di manutenzioni meno rigorose, di tecnici specializzati in numero ridotto, di piloti con poca esperienza piazzati su aerei ed elicotteri.

Ma si sa, loro sono i padroni del mondo, loro gli imperialisti, noi non siamo neanche degni di risposta.

Una loro commissione ha stabilito che le indagini che si faranno per questo nuovo incidente che poteva essere veramente una carneficina saranno condotte da loro,

a noi non e' dato sapere il perche' dell'accaduto. Evviva la trasparenza!

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categoria:vita, informazione, abuso di potere
venerdì, 09 novembre 2007
casablanca (1942)

 Qualche giorno fa, un critico cinematografico ha stilato per The Independent la classifica dei dieci finali memorabili di film, quelli che sono rimasti indelebilmente nell'immaginario collettivo.

L'addio all'areoporto di Casablanca e' sicuramente nella mente di tutti, pero' se andate la' l'immagine della citta' rappresentata nel film non e' per nulla aderente , la delusione e' cocente.

Un altro film  e' Intrigo internazionale,dove il vero finale ci mostra un treno che entra in galleria mentre la coppia Cary Grant-Eve Marie Saint si accinge ad un notte d'amore in un vagone letto, poi c'e' Chinatown, con il feroce scontro da tragedia greca tra padre e figlia.

Il terzo uomo, dove si vede la splendida Alida Valli(la mia nonnina diceva che le donne polesane sono tutte bellissime ed aveva ragione!) che lasciava il cimitero di Vienna  passeggiando a lungo.

Come dimenticare  A qualcuno piace caldo con la battuta finale "Nessuno e' perfetto" di Jack Lemmon? O il proverbiale finale di Via col vento?

Naturalmente i gusti anglosassoni sono diversi dai nostri e ciascuno ha le proprie rispettabilissime classifiche molto personali.

Giocando in casa si puo' citare l'incidente mortale che chiude il film il Sorpasso con il talentuoso ed affascinante Vittorio Gassman, il carosello della memoria in 8 e 1/2 di Fellini e tanti altri.

Il finale spesso condensa l'emozione di un'intero film oppure lo puo' stroncare quando si punta volutamente allo stupido happy ending.

Nei dvd, per far contenti tutti i palati, ci sono piu' finali possibili, cosi' non si scontenta nessuno. 

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categoria:cinema, foto, emozioni
lunedì, 05 novembre 2007

La maratona di New York e' un evento festoso ed unico nel suo genere a cui partecipano ben 3000 Italiani, tra cui molti di mia conoscenza, i quali  pero' non sono mai riusciti a convincermi a seguirli.

Nel Gruppo Donatori di sangue che partecipano all'evento ci sono anche persone over sixties, onore al merito.

Nei giorni della vigilia accusano crisi di ogni tipo, malanni presunti o veri che li riempiono di ansia e sono la somatizzazione della paura di non farcela, ma non demordono.

La maratona di Ny resta, tra le maratone possibili, l'indiscussa regina.

Esserci stati per molti fa la differenza, costringono amici e parenti alla visione del filmino, non ci si puo' esimere!

Quest'estate a Ny ho potuto finalmente vedere live il percorso che avevo visionato in moltissimi video, mi sembrava quasi di esserci gia' stata.

La fiumana umana parte da Staten Island, percorre il Verazzano Bridge, cavalca Brooklyn, godendo lo spettacolo delle bande musicali da sagra paesana, arriva al Queensboro Bridge, che collega Queens con Manhattan, infine il Bronx, Harlem, Central Park, traguardo tanto ambito.

L'incitamento della folla pare che dia un illusorio sollievo, quando le endorfine euforizzanti della meta'del percorso sono finite. 

Peccato che quest'anno l'evento sia stato funestato da un morto, questo getta un'ombra cupa sulla gioia di esserci.

Tra qualche giorno i filmati saranno pronti e verro' sottoposta, per l'ennesima volta, al rito della loro visione!

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categoria:vita, news, eventi, emozioni
venerdì, 02 novembre 2007

Sono passati ben 90 anni dalla feroce disfatta di Caporetto, studiata nei testi scolastici fin dalle elementari, la mia regione tenta di riscoprire i luoghi teatro della Grande Guerra e farne una risorsa turistica.

Una serie di iniziative punta a sviluppare ulteriormente questi siti, il calendario prevede escursioni con accompagnatori, proposte spettacolari come la rievocazione storica del 4 Novembre sul Carso, nella Dolina dei Bersaglieri, vedra' figuranti in divisa simulare l'aspra vita di trincea dove i topi spesso erano l'unico supporto proteico a disposizione.

"Il Treno della Memoria" ripercorra', su strada ferrata, in modo transfrontaliero, i luoghi del sanguinolento conflitto.

L'anniversario della disfatta e' stato anche occasione per una rilettura storica, volta a trasformare i fatti ed i luoghi di guerra in occasioni di pace.

Ci saranno esposizioni fotografiche e anche l'arte dei campi di battaglia sara' oggetto della mostra.

Le iniziative si rivolgono ad un turismo di guerra in costante aumento, per i visitatori questo rappresenta una sorta di presa di coscienza collettiva di cio' che come popolo, come nazione, abbiamo sperimentato e cio' che e' rimasto nelle pieghe del nostro animo, oltre che nei cassetti  e nelle storie familiari dei nostri avi.

Per i piu' giovani quei tempi sono molto lontani, pero' prendono coscienza di cio' che la Grande Guerra ha rappresentato, sconvolgendo quella gente e quei terrritori; per gli adulti l'eco dei racconti familiari e' ancora presente nella mente e nei ricordi.

In questi giorni in cui si commemoramo i Morti basta visitare un qualsiasi cimitero del Friuli-Venezia Giulia per capire l'onda devastante di quel terribile conflitto, sulle lapidi le parole eroe, martirio, sacrificio umano, sono quelle piu' ricorrenti.

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categoria:eventi, informazione