Ci sono dittature piu' meno mascherate nel mondo, ci sono Stati dall'eterno Presidente, quello che, arrivato al potere con connivenze ed intrallazzi di ogni genere, non se ne vuole piu' andare. E' un modo per edulcorare l'amara pillola, per confonedere la feroce dittatura con la democrazia.
Gli esempi sono tanti, dai Paesi dell'Africa, ai leader sudamericani, ai Paesi dell'ex Urss.
In Corea del Nord padre e figlio comandano ininterrottamente dal 1948, quest'ultimo e' al potere dal 1994, coi suoi tacchi e la messa in piega vaporosa per sembrare un po' piu' presentabile; quando ha ricevuto la diplomazia del nostro Paese ci ha fatto sapere che gradisce molto le canzoni di Mino Reitano.
In Libia il colonello Gheddafi, si proclamo' capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione in seguito alla rivolta militare contro il sovrano di allora, era la fine degli anni Sessanta.
In Gabon il presidente regna sovrano indisturbato dal 1967, nel 2003 ha modificato la Costituzione per eliminare qualsiasi limite al numero di mandati possibili.
Ricorda qualcuno?
Certo che si', ha precorso i tempi, lo zar Putin, ex colonnello del Kgb, eletto Presidente nel 2000, sta alacremente lavorando allo scopo, sa gia' come aggirare la legge che lo vorrebbe non rieleggibile.
In Siria, il Presidente morto nel 2000, che era in carica dal 1970, ha visto il figlio suo legittimo successore.
L'elenco e' lungo, include le Maldive, l'Angola, la Guinea Equatoriale, il Camerun, l'Egitto, Cuba e molti altri esempi molto edificanti.
Per questi Paesi dove l'oligarchia assoluta blinda il potere a suo favore e' stato coniato un nuovo termine "democratura".
Non se ne voglio andare. Mai.
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