"Per i detenuti il rispetto del giorno solenne assumeva addirittura le forme di un certo qual decoro; pochi gironzolavano; tutti erano seri e come impegnati in qualche cosa, sebbene molti non avessero quasi nulla da fare.
Ma anche gli oziosi e gli sfaccendati si sforzavano di mantenere un certo contegno....Oltre a un'innata venerazione per il giorno solenne, il detenuto inconsciamente percepiva che, osservando la ricorrenza, era come se si mettesse in contatto con il mondo intero...
Anche Akim Akimyc si preparava molto intensamente alla festa.
Non aveva ricordi familiari poiche' era cresciuto orfano in casa altrui e praticamente all'eta' di 15 anni era stato mandato a fare un lavoro pesante...
E non era religioso in alcun modo particolare dal momento che la sua morigeratezza pareva aver inghiottito tutti gli altri talenti e le pecularieta' della sua persona, tutte le passioni e desideri, buoni o cattivi.
Una volta, una sola volta nella vita aveva provato a fare di testa sua: ed era finito in prigione"
Cosi' scriveva Fedor Dostoevskij nel racconto Le feste di Natale contenuto nel libro Memorie di una casa morta.
Il racconto e' autobiografico, infatti il grande romanziere russo visse una terribile esperienza all'eta' di 28 anni, quando fu condannato a morte per aver aderito ad un circolo di intellettuali socialisti; il giorno dell'esecuzione miracolosamente giunse la grazia dello zar e la condanna fu commutata in quattro anni di lavori forzati nella gelida Siberia, terra di espiazione per molti dissidenti.
Il geniale scrittore narra la psicologia umana della terribile vita quotidiana in un carcere russo proprio durante un Natale, quando " i giorni delle feste si appiccicano alla memoria dei detenuti come indelebile ricordo"
Pagine che sono un diario in cui si specchiano luci ed ombre di ogni uomo, come sa fare magistralmente il grandissimo autore.
Un ritratto lucido di una tragica vita a parte, che si svolge al di la' dei confini del normale ed ha i suoi riti, le sue regole, i suoi tabu'.
Un racconto di grande umanita' e compassione, come trapela sempre negli scritti
del grande Dosto!
Un bel regalo di Natale!