venerdì, 29 febbraio 2008

"Non tutti quelli che, come me leggono Celine, sono antisemiti, cosi' come non sempre chi legge Proust e' omosessuale"

Nicholas Sarkozy - Presidente Francese

".......non leggo piu' un libro da oltre un decennio....."

Silvio Berlusconi -ex Presidente del Consiglio

"Nel nostro Paese il governo spende piu' per le mucche che per i poveri"

Gordon Brown - Premier Britannico

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categoria:citazioni
martedì, 26 febbraio 2008

locandina

 

In una favela alle pendici di Rio de Janeiro, senza luce elettrica ne' fognature, lontanissima dal paesaggio incantevole da cartolina carioca, due giovani combattono strenuamente e quotidianamente per raggiungere le proprie aspirazioni.

Mentre il primo sogna per se' un futuro da fotografo, il secondo ambirebbe a diventare il piu' temuto e rispettato criminale della favela.

Qui la violenza spietata e' all'ordine del giorno e la gente si divide in banditi, (tantissimi), prostitute, spacciatori e qualche poliziotto che li insegue o pretende un compenso per far finta di niente.

Dagli anni Sessanta, dove la criminalita' di quartiere appare ancora vincolata al pretesto della fame nera, raggiungiamo un'escalation di violenza fino agli anni Ottanta, con i protagonisti, diventati adulti, organizzati in vere e proprie bande criminali da far paura, per la supremazia del controllo del narcotraffico.

La violenza e' tanta e tale da far quasi male, la ferocia ha tratti inediti,lo scorrere dei giorni e' scandito da crudelta' che originano nuove crudelta', in un vortice nevrotico.

Un sapiente gioco di flashbacks non solo ci introduce negli albori della loro "formazione" umana e criminale, ma trasforma un gran numero di eventi in colpi di scena.

Alla fine, con grande sollievo, assistiamo al riscatto di quel bambino, Buscape', ormai un adulto dalla scorza coriacea che c'e' la fara', diventera' un fotografo professionista e le sue foto saranno  dei veri scoop.

Il film e' tratto dall'omonimo romanzo di Paulo Lins, racconta una storia vera, e' un autentico pugno nello stomaco, ma la vita e' duplicita', esiste anche il male abissale.

Mi tornano in mente le parole di De Andre' " dai diamanti non nasce niente...dal letame  nascono i fior..."

 

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categoria:libri, cinema, foto, violenza
venerdì, 22 febbraio 2008

Milena Agus, insegnante di italiano in un Istituto Tecnico di Cagliari, e' diventata suo malgrado una celebrita'. E' una donna dai colori mediterranei, schiva e timida che parla sottovoce, veste sottotono e pare una che sa ascoltare gli altri. Dice che da quando il successo del suo libro "Mal di pietre" l'ha travolta, la sua vita ha subito scosse telluriche, anche se i suoi allievi non sanno nulla di questa sua seconda identita'.Questo e' il suo secondo romanzo, l'opera prima e' "Mentre dorme il pescecane", che devo ancora leggere. Il libro racconta la storia di una nonna, una vecchia sarda illetterata, della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori.Tutto questo le capita un po' in tirardo, quando ormai non ci sperava piu', nella Cagliari del '43.La sua famiglia ospita un uomo che si sdebita sposandola , ma non e' ancora l'amore vero, quello a lungo agognato.Ma, dietro l'angolo, in seguito ad un viaggio in Continente, durante una cura termale per guarire dal "mal di pietre", colorito modo per definire i calcoli renali,l'inaspettato, vagheggiato, sognato amore si presenta...L'incanto della storia e' la sua semplicita', una semplicita' sofisticata, non facile da raggiungere, il cui effetto e' magico, resta a lungo nella memoria. In questi giorni e' uscito anche"Ali di babbo", sempre per la piccola casa editrice Nottetempo.

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categoria:libri, sentimenti, viaggi dellanima
lunedì, 18 febbraio 2008
Teatro Verdi, 16 febbraio 2008

TEATRO VERDI (PN), 16/02/08

Un'enorme tenuta che va in malora, un giardino di ciliegi che una volta all'anno, nel mese di maggio, quando ancora la neve non si e' disgelata del tutto, si copre di fiori bianchi e diventa un frutteto delle meraviglie, il primo per grandezza di tutta la Russia, fonte di sostentamento, orgoglio e vanto, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. Ogni anno il ciclo delle stagioni si compie, e ogni anno, il giardino ritorna a fiorire, ricomincia la vita. A contemplare questo miracolo di madre natura, per l'ultima volta, riuniti nel salotto della grande casa d'infanzia,  i personaggi della commedia scorgono il tempo inesorabile che passa e l'approssimarsi di una resa dei conti col proprio futuro. Lo spettacolo, organizzato con la collaborazione dell' Associazione Teatro Pordenonese e' un omaggio al Teatro dell'Elfo, che compie 35 anni di attivita'.

".....il teatro deve tornare (o continuare) a essere un luogo che produce senso, dove ritrovare un filo possibile nella conoscenza di se' stessi e del mondo, dove tornare a essere, almeno per qualche ora, comunita'.Il teatro deve riscoprire la sua funzione di antichissimo e mai superato mezzo di comunicazione interattiva, deve cercare strenuamente di mettere a frutto il qui e ora che costituisce ancora la sua caratteristica rivoluzionaria...il teatro non e' linguaggio, il teatro e' un discorso. Il teatro e' dialogo, il teatro e' arte dell'incontro." Fernando Bruni e Elio De Capitani.

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categoria:arte, foto, teatro, viaggi dellanima
giovedì, 14 febbraio 2008

Cuba e' tante, tantissime cose, tra le altre cose, la Cuba alcolica, con i suoi mojito apprezzati da scrittori famosi.

Ha luoghi paradisiaci da cartolina come il piccolo villaggio a 5 km dopo il tunnel che attraversa l'imboccatura della baia de l'Avana che rappresenta il luogo del mito hemingwano.

Qui il grande scrittore e pescatore teneva ormeggiato il suo motoscafo per la pesca d'altura, Pilar, con cui si avventurava nelle acque dello stretto di Florida e fra i cayo descritti nella sua opera postuma Isole nella corrente con il suo fido compagno di avventure di pesca Gregorio Fuentas, ispiratore de Il vecchio e il mare.

Quando sono stata li' molti pescatori millantavano credito, il vecchio originale Gregorio dalla faccia incartapecorita dal sole e dalla salsedine ormai e' morto da diversi anni.

Nella piazza del paese affacciata sull'oceano c'e' un monumento dedicato al premio Nobel.

A San Francisco de Paula, nei dintorni delle Playas del Este de l'Avana, a 40 km. circa dalla citta' c'e' la Finca Vigia, che lo scrittore americano compero' nel 1940 e abito' fino alla morte nel 1961.

Qui elaboro' tutta la produzione letteraria dei suoi ultimi vent'anni.

Nei cinque locali della villa sono rimasti l'arredamento, i suoi oggetti personali, le fotografie, come allora.

A fianco della villa c'e' la torre, costruita nel '47, da cui si percepisce, in lontananza, il panorama dell'Avana.

Sotto, nel giardino tropicale ci sono la piscina e le tombe dei suoi cani a cui era affezionatissimo.

Ora tutto questo sta  lentamente andando in sfacelo a causa della mancanza di soldi per la ristrutturazione, le visite alla villa sono sospese da tempo in attesa di poter un giorno riaprire i battenti.

L'odioso "blocao", meglio conosciuto come embargo, pone vincoli e veti anche per questo, che tristezza....

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categoria:viaggi, vita, letture
lunedì, 11 febbraio 2008

L

 

 

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse.

E il mondo appare diverso da quassu'!

Non vi ho convinti?

Venite a vedere voi stessi. Coraggio!

E' proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva!

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categoria:cinema, vita, viaggi dellanima
venerdì, 08 febbraio 2008

Questo e' il titolo dell'ultimo  libro di Paola Mastracola, nata a Torino nel 1956, insegnante in un liceo scientifico.

Il romanzo, tra il reale ed il paradossale, racconta le avventure e le scoperte   di Lidia,  disincantata dalla storia che la attraversa, creatura aerea, fiabesca.

Lidia , figlia di un operaio della Fiat, vive l'adolescenza nella  Torino  anni Settanta, anni caldi della contestazione giovanile, ma lei ne rimane estranea, impermeabile, non si fa coinvolgere, cerca solo l'amore, anche se in forma bizzarra, quasi come un antico cavaliere.

Prova ad inventarsi la vita anziche' viverla, si nutre di sogni e poesia, consuma tutte le sue energie per un improbabile amore ideale, lontana  anche dai codici sociali d'appartenenza. 

Un po' come l'autrice, che rivendica la distanza dalla politica contro il primato della politica.

La Mastracola ha vissuto gli anni della contestazione da spettatrice, sostiene che per i compagni del movimento di allora era definita una qualunquista.

Lei ha coniato allora una nuova sigla i Qua Qua, qualunquisti di qualita', coloro che, anziche'coltivare  un sogno collettivo, si dedicano ad un sogno individuale che e' appunto la poesia, la lirica d'amore.

Non sottende ne'alla critica ne'alla  polemica, solo alla distanza siderale, piu' lontana della luna, appunto...

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categoria:poesia, politica, libri, vita
martedì, 05 febbraio 2008

Mi piacciono i film della Archibugi perche' il  core theme e' l'adolescenza, quella fase di passaggio particolare e delicata, la ricerca dei valori su cui costruire la propria personalita'.

Adolescere, crescere, mutare, ti mette giocoforza in crisi e la Archibugi si schiera con  loro , gli adolescenti, li indaga, li sostiene, li affianca con occhi indulgenti ed empatici.

Pollo e Curry, soprannominati cosi' perche' inseparabili, due ragazzi bocciati all'esame di maturita', vanno in India in fuga dalla loro vita e dalle loro famiglie borghesi.

Curry, adolescente indiano adottato da una famiglia molto presente e premurosa, sente il bisogno di ritrovare le proprie radici e la terra d'origine, Pollo, che conduce una vita vuota ed insapore lo accompagna.

Il viaggio inizia tra il lusso, ma gradualmente diversi eventi li porteranno a sbattere il muso contro la dura, sporca, misera realta' indiana e saranno costretti a spiccare il volo verso l'eta' adulta, o qualcosa che ci assomiglia.

La crescita emotiva sara' piu' forte e precoce per Curry perche' finalmente potra' vedere i luoghi della sua primissima infanzia, osservare coi propri occhi la desolata miseria della sua famiglia biologica, o quel che ne rimane.

L'India rappresentata dall'Archibugi non e' stereotipata ne' patetica, il suo punto d'osservazione e' delicato e lieve.

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categoria:cinema, vita, emozioni
venerdì, 01 febbraio 2008

giugno 07

 

"La natura non e' caos,

ma armonia.

Non e' stasi,

ma divenire incessante e ordinato.

E' coscienza

e vita nascosta

in ogni parte dell'universo,

dunque anche nei piu' piccoli,

banali, eventi del mondo.

Ogni minima componente naturale

cela l'intero cosmo:

porta in se' l'eternita'"

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categoria:vita, letture, viaggi dellanima