venerdì, 30 maggio 2008

vvangogh  notte stellata

 

 

A Napoli, si sa, l'arte d'arrangiarsi ha fatto scuola, saper sdrammatizzare gli atavici problemi che affliggono da tempo immemore la citta' e' una risorsa che contraddistingue i partenopei.

Il problema che ora pare essere prioritario e' la munnezza che tutto sovrasta, il dramma dei rifiuti e' impellente, vista la calura di questi giorni.

Cosi', tra amarezza e provocazione, dai cumuli vergognosi ubiquitari, la via artistica prende piede, sotto forma di vignette, canzoni e quadri:e' o' munnezza style, per sopravvivere allo stato di degrado ,chiamando in causa l'arte.

I graffitisti on the road si sono sbizzarriti riproducendo, a ridosso delle montagne di rifiuti che imperversano, la copia di tele di veri capolavori dell'arte.

Ho sotto gli occhi una foto che ritrae una massa di munnezza da cui emerge la faccia allucinata dell'Urlo di Munch, veramente eloquente.

Ma ce ne sono anche altre: la Gioconda di Leonardo, il David di Michelangelo, la Notte Stellata di Van Gogh...

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categoria:news, arte
martedì, 27 maggio 2008

 Afghanistan, regime post-talebano, il colore predominante e' il grigio: scheletri allucinanti di case bombardate, rovine , macerie ovunque, gente allo stremo. La guerra e' terribile per tutti, ma per le giovani donne, i bambini e gli anziani lo e' ancora di piu'. Hanno sopportato avversita' di ogni genere, il regime talebano  ha costretto le giovani all'analfabetismo, ogni possibilita' di emancipazione e' stata reclusa, ingabbiata ogni speranza. Un esercito di madri con figli ammalati senza medicine, prive del latte materno per l'indigenza e la fame disperante.

Bambine costrette a coprirsi il viso, a portare sempre il velo per strada, oppure mettere il dito in bocca per camuffare la voce e poter sembrare maschi.Tuttavia c'e' un afflato di speranza, dopo la caduta della dittatura soffocante la scuola e' stata riaperta e c'e' chi sogna, nonostante tutto, un futuro diverso per il proprio Paese martoriato.

E' Noqreh, la protagonista del film, che sogna l'impossibile:diventare Presidentessa dell'Afghanistan. E' un pensiero blasfemo per suo padre, anziano carrettiere  intransigente che vaga tra le macerie di Kabul, come un'anima in pena. La  trasgressione della ragazza si manifesta anche indossando un paio di scarpe bianche col tacco, di foggia occidentale, che demarcano la Noqreh intrappolata in quel destino e quella dell'utopia di un futuro da Presidente del proprio Paese, dopo la fine dell'Enduring Freedom. Benazir Bhutto in fin dei conti e' una donna candidata alle elezioni nel vicino Pakistan, perche' il suo sogno non potrebbe essere possibile? 

Confessa il suo desiderio ad un'amico poeta per cercare di capire le strategie per poter essere eletta, capire quali discorsi fare per essere convincente e credibile agli occhi dei suoi connazionali, e poter finalmente prendersi cura delle sorti del suo travagliato Paese. Il suo amico poeta, potrebbe essere colui che si occupa della campagna elettorale, e'quello che le declama ,come un mantra, "Alle cinque della sera", i versi di  Lorca.

L'immaginazione e' fervida, nonostante lo squallore circostante;la traversata del deserto, verso Kandahar, accompagnata dal padre, la sorella allo sfinimento e il corpo agonizzante del nipotino, la riportera' alla cruda realta'.

La regista del film, Samira Makhmalbaf, sottolinea che, come sosteneva Godard, il cinema e' stato inventato per mostrare la realta', solo in seguito e' diventato un mezzo d'intrattenimento.

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categoria:poesia, cinema, liberta, viaggi dellanima
venerdì, 23 maggio 2008

Questo e' il titolo del nuovo romanzo di Tahar Ben Jelloun, nato a Fes, una pittoresca citta' imperiale marocchina  dalle immutate tradizioni e costumi, che ho visitato alcuni anni fa.

Lo scrittore vive da quasi 40 anni a Parigi, spesso scrive sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" riguardo al tema dell'islamismo e l'integrazione sociale dei musulmani.

Questo romanzo e' infatti incentrato su Mohamed, operaio in una fabbrica in Francia. Ha lasciato oltre 40 anni fa il sud del Marocco, nel cammino della speranza di una vita migliore.

Non era certo il primo che emigrava, ma quando si rese conto che stava per diventare un teme', un lavoratore marocchino all'estero, fu preso dall'angoscia; col tempo si sarebbe trasformato in RME, residente marocchino all'estero.

Dove sta la differenza? Residente suona piu' dignitoso, ma la prospettiva non cambia.

Analfabeta, di stretta osservanza religiosa, padre di 5 figli che sente estranei perche' integrati,  teme la minaccia dall'imminente pensionamento.

La pensione e' lo spettro della morte perche' ha ucciso il suo caro amico Brahim e lui non vuole fare la stessa fine infausta, lo spaventa terribilmente l'idea di non dover lavorare per tutto il giorno, lui che e' stato un operaio modello, gli mette ansia il vuoto conseguente.

In cerca delle sue radici tornera' in Marocco e finira' la casa costruita laggiu', ma la sua anima sara' sempre piu' confusa e smarrita fino allo sperdimento totale.

Una storia che tocca il tema dell'emigrazione e il conseguente sradicamento, sottolinea la voglia di conservare ad ogni costo la propria cultura e le proprie tradizioni, e il fantasma del pensionamento, preludio dell'inutilita' dei propri saperi e della vecchiaia incipiente ed inesorabile.

Marocco-180

Dal mio album fotografico del Marocco: mercato delle spezie in un villaggio

ai piedi della catena montuosa dell'Atlante

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categoria:libri, foto, marocco
mercoledì, 21 maggio 2008
berlinguer

Enrico Berlinguer

(25/5/ 1922 - 11/06/1984)

"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi puo' essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicita'.

La lotta per questo obiettivo e' una prova che puo' riempire degnamente una vita"

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categoria:citazioni, politica, sentimenti
lunedì, 19 maggio 2008

UNA STORIA VERA SULLA MAGIA DELLA VITA

FILM DOCUMENTARIO

Mongolia del Sud, deserto dei Gobi, dintorni di Urga.

Una famiglia di pastori mongoli, nomadi del deserto, aiuta a far nascere, come ogni primavera, i cammelli del loro branco.

Dopo un parto terribilmente lungo e travagliato, ecco venire alla luce un raro esemplare bianco. La madre rifiuta il nuovo nato perche' diverso e frutto di  tanto dolore; nonostante gli sforzi dei pastori per farglielo accettare, lo priva del latte materno e di ogni forma d'amore e di coccole, disconoscendolo di fatto.

Quando tutte le speranze per la salvezza del piccolo animale sfortunato sembrano eclissarsi, la magia del rito della musica, eseguita da un suonatore cercato allo scopo di sbloccare questa situazione incresciosa , fara' il miracolo.

La musica potra' di piu' di ogni tentativo risultato vano, scaldera' il cuore della mamma cammella al punto di farla sciogliere in lacrime liberatorie  e l'accettazione del piccolo diverso si compira' come per magia. 

Aria, terra, fuoco, acqua fanno da corollario: un ritorno all'essenza della vita, agli istinti primordiali, all'accettazione del diverso da se', che non risparmia ne' il mondo animale ne' quello degli umani.

Se si pensa che non e' finzione scenica, ma un documento filmato, si capisce la straordinarieta' dell'evento; le lacrime della cammella hanno conquistato cinefili e bambini: questo film e' poetico come una fiaba,  e' un piccolo gioiello mongolo!

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categoria:cinema, vita, emozioni
giovedì, 15 maggio 2008

I negozi di vicinato nei centri delle citta', nelle periferie, nei piccoli comuni di montagna e di pianura sono sempre piu' in difficolta' e la media distribuzione sempre piu' agonizzante.

Eccole li' le cattedrali nel deserto, quartieri interi di palazzi accatastati, spremuti l'uno contro gli altri, di vetro dal bagliore ipnotizzante, di cemento armato in grisaglie, di acciaio scintillante.

Il genere varia: geometrica banalita', orrenda costruzione, lussuosa architettura, sono dovunque, nelle metropoli eccitanti, nelle periferie degradate.

Sono diventati dei veri e propri luoghi di aggregazione trasversale, ci vanno i giovani per soddisfare coazioni al consumo di ogni tipo ( fast food, cinema multisala, orribili sale giochi), ci vanno gli anziani soprattutto d'estate per trovare un po' di refrigerio dalle bollenti citta', divenute savane inabitabili.

Anche nella mia piccola provincia i centri commerciali sono diventati un numero enorme rispetto alla cittadinanza, in questi giorni hanno inaugurato un consumificio da 70 negozi, non bastassero quelli in sovranumero gia' esistenti.

L'espansione e' selvaggia, i paesini vengono svuotati da qualsiasi forma di vita sociale, le vecchie botteghe annichiliscono e le citta' vengono intasate dal traffico e dall'inquinamento, una vera tortura simil-ferie agostane.

Non c'e' nessuna forma di equilibrio a governare la moltiplicazione crescente dei centri commerciali, che sembrano sedare ogni voglia di consumo, per tutti i palati, bisogni elementari e complessi.

La societa' dei consumi finira' per consumare se stessa?  

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categoria:vita, consumi
lunedì, 12 maggio 2008

Estate 1959, Stato dell'Oregon, Usa.

Castle Rock, 1281 abitanti.

Quattro ragazzini dodicenni affiatati si mettono alla ricerca del cadavere di un coetaneo scomparso da casa, spinti dal desiderio eccitante di avere il loro quarto d'ora di notorieta', una foto sul giornale, la pubblicita' in televisione.

Sono molto diversi tra di loro, ma l'intento e' comune e rinsalda la loro amicizia.

Gordie ha una passione per la scrittura, ma si sente isolato dai genitori da quando un muro di incomunicabilita' e' sceso tra di loro, dopo la tragica morte del fratello, promessa stella dello sport.

Chris e' perseguitato dal pregiudizio perche' proveniente da una famiglia di poco di buono; e' intelligente e di grande sensibilita', ma cio' non basta a riscattarlo.

Teddy e' figlio di un reduce dello sbarco in Normandia, a cui sono rimaste le stigmate di gravi problemi psichici derivanti dal devastante vissuto; il padre gli ha ustionato un orecchio sulla stufa e ne porta i postumi.

Infine c'e' Vern, visibilmente sovrappeso, oggetto di continue derisioni, personalita' labile e pavida.

Le migliori storie di bambini sono viaggi, sia in senso metaforico che non; i 4 ragazzini infatti compiranno un viaggio di 50 km. sulle traccie di un cadavere, un viaggio che sara' un rito di passaggio verso l'adolescenza, niente sara' piu' come prima.

Il film e' la trasposizione cinematografica  del racconto piu' atipico, ma assolutamente affascinante di Stephen King, Il corpo.Secondo il parere dell'autore e' il miglior  film tratto dalle sue opere.

King ebbe a dire che libri e film sono come mele e arance, entrami frutti gustosi, ma ognuno dal gusto diverso.

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categoria:libri, cinema, viaggi dellanima
venerdì, 09 maggio 2008

 

 

libri

 

Ulisse, dal nome evocativo, uno dei personaggi di questo libro di Stefano Benni, e' un lettore per una piccola casa editrice, autore di un solo libro, in crisi perche' arenato nella stesura della seconda opera.

Achille, un giovane entusiasta, ma ingabbiato in un corpo vulnerabile, oppresso dall'handicap di una malattia pervasiva e invalidante.

Il romanzo e' il dialogo tra queste due persone che incrociano la loro vita tramite un misterioso appuntamento.

Anche gli altri personaggi portano nomi omerici: Penelope, un'immigrata senza permesso di soggiorno di cui e' innamorato Ulisse, Circe, la sua segretaria, Vulcano il suo direttore.

Il tema dell'handicap Benni lo sa trattare in maniera lieve ed ironica, con pennellate toccanti e scanzonate, anche quando si cala negli abissi delle sofferenze quotidiane senza sconto.

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categoria:libri, viaggi dellanima
mercoledì, 07 maggio 2008

ca

Ca' Venier dei Leoni

Sul Canal Grande, a Venezia, s'affaccia Palazzo Venier dei Leoni, per 30 anni abitazione veneziana  della collezionista e mecenate americana Peggy Guggenheim; dopo la sua morte, nel 1979, l'edificio e' passato, assieme alle opere d'arte, alla Salomon R. Guggenheim Foundation di Ny . La sistemazione delle opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece, sono presenti sculture di vario genere e le tombe dei suoi amatissimi cagnolini, dai nomi sorprendenti (Hong Kong, Cappuccino, Pegeen, in onore della figlia).

Sessant'anni fa, nella primavera del 1948, l'eccentrica, scandalosa, insicura Peggy sbarcava in laguna e Venezia le rende omaggio.

Il Museo Guggenheim e' delizioso ed e' considerato uno dei piu' importanti musei d'arte contemporanea in Italia.

Nel 1948 la Guggenheim acquisto' per 60 mila dollari Ca' Venier, un'edificio  incompiuto, gia' proprieta' di nobildonne stravaganti almeno quanto lei, e subito i gossip fiorirono,  era troppo cosmopolita e disinibita per la Venezia di allora.

Peggy era una musa inquietante, dall'abbigliamento coloratissimo e catalizzante, stravagante nei modi, si annoiava facilmente e per sedare la voglia intensa di vita faceva lunghi viaggi: Tibet, India, Giappone.

Ogni personalita' di spicco, in visita a Venezia, passava da lei: De Chirico, Miro', Henry Moore, Chagall, Cocteau, Montale, Tenessee Williams, Stravinskij e altri ancora.

Le opere contenute nella casa -museo sono di  tanti artisti importanti, tra gli altri Kandinskij, Piet Mondrian, Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Miro', Magritte, Picasso, De Chirico, Pollok. 

Peggy e' stata descritta come una pessima madre, indifferente, egocentrica, temibile cuoca,  indomabile, di cattivo carattere; del resto e' risaputo che le persone di carattere hanno sempre un pessimo carattere.

Le fotografie che la ritraggono parlano per lei, occhiali da sole bizzarri piu' grandi del suo volto, abiti pazzeschi, circondata dai suoi cani razza tibetana lhasa apso, tra sculture africane, lampadari ed oggetti d'arte che precorrono i tempi.

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categoria:venezia, eventi, arte, foto, viaggi dellanima
lunedì, 05 maggio 2008

 Cile, 1973, il capo dello Stato e' Savador Allende, i ricchi temono l'espropriazione dei loro beni, i poveri cominciano timidamente a sperare in un cambio di rotta.

Questo e' il contesto del film Machuca; la citta' dove e' ambientato e' Santiago.

In una scuola esclusiva britannica, Padre McEnroe, il preside dell'istituto d'elite, d'accordo con la maggioranza dei genitori, tenta un esperimento azzardato : inserire dei bambini che abitano ai margini della societa', dei diseradati che non si possono permettere la retta proibitiva. Pedro Machuca , 11 anni, e' uno di questi pochi fortunati, abita in una baraccopoli illegale a pochi isolati di distanza. Il preside e' un attivo idealista, che tenta di favorire l'integrazione tra due modi contrapposti, dalla distanza siderale. Pedro , sguardo profondo da indio, maglietta sporca e bucata, stabilisce un rapporto previlegiato con Gonzalo Infante "muso di fragola", definito cosi' per la pelle rosea punteggiata da efelidi, divisa perfetta e modi da signorino. Un muro divide questi mondi d'appartenenza, ma il fervore rivoluzionario dell'epoca vorrebbe abbatterlo. L'amicizia tra i due bambini si fa' sempre piu' sentita e la presenza di Silvana, cugina di Machuca, scettica nei confonti della borghesia, la consolida. C'e' una scena meravigliosa in cui Gonzalo e Pedro condividono con lei baci appassionati dati sulle labbra cosparse di latte condensato, reperito al mercato nero.

Ma nel momento in cui Allende viene assediato e costretto a togliersi la vita, il percorso d'integrazione dei due mondi opposti sfumera'. All'incontro con i genitori il direttore della scuola viene accusato di essere la causa di litigi e disordini, la scuola democratica di tutti non viene gradita, padre McEnroe tacciato di essere paternalista e comunista. Mischiare i poveri con i ricchi, le mele con le pere, non incontra piu' il favore della borghesia. Ci vuole troppo coraggio a cambiare le cose, all'urlo "Fuori i marxisti da qui!" si scaldano gli animi, per le strade infuriano le manifestazioni.

Il governo militare di Pinochet con un golpe prende il potere, la scuola subira' perquisizioni, ogni protesta verra' sedata con la forza; il nuovo rettore sara' un militare che ripristinera' l'ordine , la gente "inetta" che non paga la retta verra' esclusa. Machuca, dallo sguardo fiero che non si abbassa mai difronte all'arroganza del potere, e' il primo ad alzarsi in piedi per salutare Padre McEnroe quando viene cacciato e subisce la stessa sorte.

Tra i morti anche Silvana,la ragazzina per cui hanno provato i primi turbamenti sessuali. Tenta strenuamente di difendere il padre dai militari che lo trascinano fuori dalla baraccopoli, ma non ce la fa.

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categoria:politica, cinema, emozioni