lunedì, 04 agosto 2008

in volo sul gran sasso

 

L' essere umano e' nomade per natura, tutta la cultura umana e' meticcia,anche se oggi, a causa del ritorno esacerbato delle frontiere e dei nomadismi, prevale l'idea che ciascuno di noi debba appartenere ad un mondo chiuso.

Il viaggio e' l'incontro con gli altri, la scoperta della magia di altri costumi e tradizioni, la critica dell'egoismo e della spietatezza degli uomini, e' perdersi all'incanto di terre e culture sconosciute in un approccio profondo, intimo; e' la speranza di un'esistenza in armonia con l'universo che ci circonda.

 

buone vacanze!

 

A tutti coloro che le devono fare... buona permanenza a chi resta!

Spero di rivedervi a settembre!

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categoria:viaggi, vacanze, foto, sentimenti, suggestioni, emozioni, viaggi dellanima
martedì, 29 luglio 2008

Viaggio in Egitto

 

Alessando Bongioanni, egittologo, e' l'autore di questo libro che ci accompagna a Menfi e Giza, Tebe e la fantastica Abu Simbel, Abido e Dendera, Assuan, File, Alessandria e molti altri luoghi dell'antico mondo egizio; un viaggio archeologico, storico e culturale per scoprire una civilta' unica, tra le piu' affascinanti della storia.

Un viaggio che non manca mai di stupire, un Egitto diverso, piu' vivo e reale in quanto piu' comprensibile, si snoda nella storia straordinaria ma anche nella scrittura, riporta note di viaggio di  Erodoto, Gustave Flaubert e molti atri  che hanno subito il fascino della terra dei faraoni e le vicende delle piu' grandi dinastie egizie.

Una civilta' strepitosa che non e' stata solo piramidi e templi oggi dissepolti nella sabbia, ma anche scienza incredibile per quei remoti tempi e cultura sorprendente, una civilta' viva, ma troppo spesso ancora oggi misteriosa e lontana dal viaggiatore che ne attraversa fugacemente le residue testimonianze senza a volte coglierne la vera essenza.

Un Egitto che catturera' il lettore attraverso la figura di Nefertari, il culto degli dei, i tesori rinvenuti, le pitture vegetali  di bellezza incomparabile, i riti che si tenevano lungo le sponde del Nilo

Un Egitto che forse non vedremo piu' con i nostri occhi, ma con quelli dell'antica divinita' del Nilo, gli occhi di Horus.

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categoria:viaggi, libri, arte, egitto
venerdì, 25 luglio 2008

Sior Todero, protagonista della commedia di Carlo Goldoni, e' un vecchio burbero, avaro all'inverosimile, che tiene in pugno, sottomessi al suo dominio implacabile, familiari e servitu' ossequiosi.

Piega sempre e comunque ogni evento a suo vantaggio, soprattutto economico, e si spinge fino a predisporre le nozze della nipote riottosa col figlio del suo fattore. Due piccioni con una fava:niente esborso di quattrini per la dote e un servo gratis in famiglia.

Le angherie piu' bieche riservate dal vecchio despota  brontolone sono a carico del pavido figlio Pellegrin , uomo di scarsa personalita', assertivo e codardo, che, per non contraddire il padre se ne lava le mani, limitandosi a dire"mi no so gnente!"

La moglie di Pellegrin, la nuora Marcolina, e' di tutt'altra pasta, donna coriacea, di carattere, e non si accontenta certo che la figlia Zanetta sposi Nicoletto, figlio di Desiderio, fattore di Todero (che ruba a sua insaputa). 

Gregorio, il servitore, e' l'unico che, a testa alta, non si lascia intimorire dalle invettive dell'orrendo padrone e si prende il gusto e la rivincita di burlarsi di lui.

Marcolina trama alle spalle del vecchio per maritare la figlia al gentiluomo Meneghetto, aiutata in questo dalla "zermana" di lui, Fortunata. Si prodiga in tutti i modi affinche' Cecilia, sua cameriera, si sposi con Nicoletto, del quale peraltro e' segretamente innamorata. L'opera si ricomposizione del puzzle degli amori e degli averi e' cosi' completata.

Le comari, come sempre nel teatro di Goldoni, loquaci, scaltre e strategiche, raggiungono il loro scopo lasciando con un palmo di naso il vecchio Sior Todero brontolon.

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categoria:vita, venezia, teatro
martedì, 22 luglio 2008

Depenalizzazione del falso in bilancio, "legge Ciriami" sul legittimo (?) sospetto, legge Gasparri e amenita' conseguenti, estensione del condono edilizio alla zone protette (leggesi villa Certosa in Sardegna),legge sulle rogatorie, "lodo Schifani", legge "ex-Cirielli", divieto di sottoposizione a processo delle cinque piu' alte cariche dello Stato(tra le quali il Presidente del Consiglio in carica), ect., ect, ...chi se le ricorda tutte? Sono le famigerate leggi che fanno ricordare altri tempi, quando la democrazia pareva non fosse adulta.

Gaio Verre, pretore di Sicilia, ( I secolo a. C.) invento', se cosi' si puo' dire,l'editto ad personam. I decreti, infatti, non entravano in vigore erga omnes, ma servivano a chi li aveva comprati, perche' li emanava a richiesta, in cambio di pecunia.Oppure era lui stesso, magnanimo, a proporli a chi,denaro sull'unghia, potesse pagarli. Verre esercito' questa facolta' senza tanti patemi d'animo, anche se Cicerone, chiamato dai siciliani a difenderli dal suo strapotere, tenne diverse orazioni contro  questo despota delegato di Roma. 

Ma lui, disinvolto, cinico, legiferava a suo piacimento, aggirava ogni ostacolo, accrescendo il suo potere in maniera esponenziale e arricchendosi a dismisura. Cicerone pero', servitore  della legge di Roma, gli mise i bastoni tra le ruote , e, usando il potere della parola e della ragione, lo despodesto' e fu costretto al vergognoso esilio.

Questo accadeva nella Roma del 70 a. C., tanta acqua e' passata sotto i ponti, nessuno si era mai spinto a tanto dopo di lui.

Nessuno? Nascera' un'altro Cicerone?

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categoria:politica, vita, liberta, abuso di potere, sottrazione della dignita
venerdì, 18 luglio 2008

Leggende afro-brasiliane narrate da

PIERRE FATUMBI VERGER

con un racconto originale di LISA GINZBURG

Disegni di

Jurandy Carvalhal

Donzelli Editore

 

Gli Orixas sono i primi esseri, di origine divina, che hanno abitato la terra, rappresentano i modi in cui dio si manifesta nell'universo. Anche chi non e' andato in Brasile o non conosce la sua storia ha sentito parlare di Iemanja', dea dei mari e degli oceani, madre di tutti gli Orixas, simbolo della maternita' e della fecondita', e' regina della bellezza  e della felicita', e' anche chiamata Iara o Ianaina; il suo canto e' pieno di fascino, e' protettrice degli uomini che vanno per mare, signora assoluta della procreazione.

In questo libro, arriccchito da bei disegni, sono narrate leggende che sono state raccolte in alcune zone dell'Africa nord-occidentale e trascritte intorno al 1949 da Fatumbi Verger , fotografo ed etnologo che dalla Francia si trasferi' a Salvador de Bahia, restando affascinato dalla religiosita' di origine africana.

Le leggende qui narrate hanno un sapore particolare, arrivano dalla tradizione orale, spinte da molto lontano, sono accompagnate da una forza primitiva e danno lezione di semplicita' con le loro verita' elementari e genuine.

Il mondo degli Orixas e' ricco  di passioni: c'e' Ogum il battagliero, Xango signore della verita' e gran danzatore, Oxala di saggezza insuperabile e tanti altri ancora. Insieme alle passioni e' veicolato un mondo ricco di umanita' e di natura, costellato da misticismo e poesia. Libro delizioso, anche i bambini ne restano incantati.

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categoria:viaggi, libri, vita, emozioni, brasile
martedì, 15 luglio 2008

porto de galinhas

 

Nel nome, una storia incancellabile, che si vede ancora nei caratteri somatici della sua gente, nella cultura, nelle tradizioni.

A 70 km a sud di Recife, corredata da belle architetture barocche, definita la Venezia del Brasile, si trova Porto de Galinhas, orlata di palme ,mangrovie e noci.

Il piccolo porto si chiama cosi' perche' gli schiavi, detti polli (galinhas), provenienti per lo piu' dall'Angola, continuarono ad esservi sbarcati e venduti vergognosamente ancora per parecchi anni dopo l'abolizione ufficiale della schiavitu'.

E' una meta turistica ricercata piu' dai Brasiliani che dal turismo internazionale e questo la rende piu' autentica; da settembre a marzo le star di Porto de Galinhas sono le tartarughe marine. La specie arriva  sul posto per deporre le uova ed i nidi si trovano tra due aree ben definite, in ogni nido sono depositate circa 120 uova e la nascita dei piccoli avviene durante la sera. Oltre ai luoghi paradisiaci, spiaggie tropicali, mare azzurro e tersissimo, estate infinita, aria festosa e folklore, si possono osservare crostacei particolarissimi, ostriche e granchi di svariate specie.  Il mare e' fantastico, durante la bassa marea vengono a formarsi delle piscine naturali nelle quali si ferma una gran quantita' di pesci colorati. Quando si arriva a Porto si sente subito parlare del mitico baobab gigantesco, si tratta di un albero che ha piu' di 400 anni, situato nel distretto della Madonna di O'. Il baobab ha un significato particolare, fu piantato dagli schiavi ed il suo tronco e' cosi' grande che ci vogliono ben 20 persone per riuscire ad abbracciarlo tutto.

Ci sono stata alcuni anni fa, ho riletto gli appunti di viaggio per consolarmi, qui c'e' stata la tempesta e tempo da lupi, a Passo Falzarego la neve ha imbiancato strade e geranei.

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categoria:viaggi, vacanze, foto, passioni, emozioni, brasile
giovedì, 10 luglio 2008

(Biruma no tategoto)

FILM di Kon Ichikawa

Genere drammatico, b/n  Produzione: Giappone 1956

 

"Rossi come il sangue sono i monti e le terre di Birmania"

Alla fine della  seconda guerra mondiale, nel luglio 1945, quando in Giappone la situazione volge al peggio, in Birmania, un ufficiale giapponese fedele al proprio ferreo codice d'onore militare, pur di non arrendersi al nemico preferisce far sterminare il proprio reparto.

Mizushima, l'unico sopravvissuto alla carneficina decide di diventare bonzo e vaga per la giungla birmana accompagnato da un'arpa e da un pappagallo. Per riscattarsi moralmente dalla ferocia della guerra che ha mietuto tante vittime giapponesi sul colle del Triangolo, iniziera' una lunga e pietosa opera di inumazione delle salme insepolte dei caduti. Questo culto dei morti tocchera' molti altri commilitoni che, tutti insieme, uniti, in attesa della pace, seppelliranno i corpi straziati, ormai preda degli avvoltoi, lasciati alla dimenticanza e all'incuria.

Il film, tratto da un romanzo di Michio Takeyada, e' un un poema lirico al pacifismo, rivive la guerra e la sua tragica disumanita', il bianco e nero superbo gli restituisce un alone quasi mistico.

Un film contro la guerra memorabile, anche se datato. Premio San Giorgio alla Mostra di Venezia nel 1956.

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categoria:libri, cinema, giappone, bisogni primari
lunedì, 07 luglio 2008

Gli aforismi di Dino Risi

Il cinema/un lenzuolo bianco/dove un pubblico stanco/ha imparato a sognare/le donne/e gli uomini/che non poteva amare.

Il cinema fu sequestrato/per un'ipotesi di reato/e il regista condannato/perche' una scena d'amore/aveva offeso/il comune sentimento/del pretore.

Fu il buon Dio/il primo a dire/lei non sa/chi sono io.

Sono un cretino con un po' di talento.

Sono nato sfigato/cercavo l'amore/e l'ho trovato.

Non c'e' chi non voglia uccidere la persona che ama.

L'ottimismo e' uno spot pubblicitario con cui Tonino Guerra cerca di sopravvivere.

Vittorio Gassman era un po' trombone, ma anche un grande attore di teatro, di quelli con la bella voce, che piaceva alle maestre. Gassman lo si andava a vedere oltre che a sentire. Anche quando recitava Shakespeare, che ha dei brani bellissimi ma altri che sono una rottura di palle spaventosa.

Mario Monicelli spera che muoia prima di lui e senz'altro lo accontentero'. Pero' voglio un premio perche' pare che avere novant'anni sia un merito.

Antonioni nella disgrazia e' stato fortunato, si e' spento subito dopo tutte le chiacchere su Bergman. E a me, che potrei andarmene da un momento all'altro, mi conviene a questo punto aspettare. Se morissi oggi i tg mi metterebbero dopo lo sport.

La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non e' questa grande trovata...

Penso che bisogna andarsene tutti a ottant'anni. Per legge.

La morte non mi ha mai fatto paura, per forza deve succedere qualcosa, ci sara' una grande sorpresa. Credo che la morte sia una cosa bellissima. Da ragazzo pensavo di campare fino al 2000, ora pero' devo rifare tutti i conti e mi tocca rimettermi a lavorare per tirare a campare.

 

Dino Risi, cantore della vita difficile dell'Italia di ieri,popolata da mostri  alla ricerca del sorpasso, piena di contraddizioni, di ingiustizie, di meschinerie, di ruffianaggini, ma ancora vitale e aperta alla speranza, a dispetto dell'Italia di oggi, dall'incerto futuro e pervasa dall'incapacita' di indignazione...

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categoria:citazioni, cinema, vita
venerdì, 04 luglio 2008

Regia: Oliver Stone

Sceneggiatura: Ron Kovic, Oliver Stone

Genere: drammatico, Guerra (1989)

Piccolo centro, nei pressi Ny, e' qui che nasce Ron Kovic, da una  famiglia ultratradizionalista, cattolica e benpensante. Il giorno della sua nascita sembra rinchiudere un destino: e' il 4 luglio, l'Independence Day, festa nazionale degli americani, e conferisce al suo entusiasmo patriottico di ragazzo educato all'agonismo e a credere negli ideali dell'americano medio, una dimensione fatale. Nel 1967, raggiunta l'eta' necessaria, puo' finalmente servire il proprio Paese nel corpo dei marines degli Usa e parte volontario per il Vietnam, imbacuccato nella convinzione  di difendere la bandiera e la civilta' dal pericolo del comunismo.Ma la realta' si presenta ben diversa da cio' che aveva immaginato,li' e' l'inferno, la guerra e' crudele e spietata , donne e bambini vengono massacrati atrocemente. Lui stesso, per errore, uccide il commiltone Wilson, la spirale dell'orrore non conosce tregua.In seguito viene ferito durante un combattimento e restera' paraplegico ed impotente. Al rientro in Patria ci saranno altre delusioni ad aspettarlo: la situazione e' cambiata, lui non e' visto come un eroe e la sua presenza e' scomoda ed ingombrante. Le umiliazioni che subira' saranno tali e tante da fargli vedere la vita da un'altra angolazione , sposera' la causa del pacifismo diventandone un leader del movimento, trovandone uno scopo che puo' riempire la sua vita .

Il regista Oliver Stone, l'anarchico pacifista di Hollywood , puo' apparire un po' troppo didascalico, questo film viene dopo Platoon del 1986, ma merita comunque la visione.

Questa sera la mia porzione di cielo verra' illuminata a giorno da mirabolanti fuochi d'artificio che termineranno coi colori della bandiera americana; la base Usaf ha sospeso i festeggiamenti credo solo quando la crisi dell'ex Jugoslavia, terra a noi limitrofa, era troppo sanguinosa e vicina, festeggiare era   indecoroso, uno schiaffo esibizionistico di ostentazione intollerabile.

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categoria:libri, cinema, violenza, bisogni primari
martedì, 01 luglio 2008

La location di questo libro di Cormac McCarthy e' il Texas, al confine col Messico, ambientazione gia' frequentata per una moltitudine di romanzi e film.

E' un western degli anni '80, non si sente aleggiare il fantasma di John Wayne tra le pagine, anche se l'abbigliamento dei protagonisti ha quella foggia li'.

Tre uomini, tutti e tre soli con se' stessi, incrociano i loro destini. Llewely Moss, reduce del Vietnam, ora saldatore, che mette le mani, inaspettatamente, durante una battuta di caccia, su una borsa con la bellezza di 2.600.000 dollari, dollari sporchi amico, e deve scappare. Gli altri 2 personaggi lo inseguono: uno e' lo sceriffo Bell, uno tosto, tutto d'un pezzo, la sua drittura morale gli impone di proteggere tutti gli abitanti della  contea.L'altro e' Anton Chigurh, un vero killer professionista, non guarda in faccia nessuno quando c'e' da premere il grilletto, anche lui guidato da una sua morale spietata che non conosce sconti di sorta.

Moss capisce sin da subito che non sarebbe mai piu' stato al sicuro e si domanda se era una cosa a cui ci si poteva abituare. E se uno ci si abituava?

Questa e' la storia di un inseguimento on the road, dal ritmo veloce ed incessante, ma interessante e' la parte intimista, che traccia i segni della vita e della morte e dei valori (anche questi vengono inseguiti), in un mondo che non e' piu' lo stesso, dove le certezze granitiche si sgretolano e solo gli spietati sopravvivono.

Amico, noi siamo inseguiti dal Male misterioso ed ineluttabile, e' una condanna.

 

E' uscito, fresco di pubblicazione, il film in dvd dei fratelli Coen, tratto dal libro di McCarthy.

Se vi portate il libro in spiaggia il tempo di lettura equivale ad una bella tintarella ambrata! 

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categoria:libri, cinema, vita, suggestioni