giovedì, 15 maggio 2008

I negozi di vicinato nei centri delle citta', nelle periferie, nei piccoli comuni di montagna e di pianura sono sempre piu' in difficolta' e la media distribuzione sempre piu' agonizzante.

Eccole li' le cattedrali nel deserto, quartieri interi di palazzi accatastati, spremuti l'uno contro gli altri, di vetro dal bagliore ipnotizzante, di cemento armato in grisaglie, di acciaio scintillante.

Il genere varia: geometrica banalita', orrenda costruzione, lussuosa architettura, sono dovunque, nelle metropoli eccitanti, nelle periferie degradate.

Sono diventati dei veri e propri luoghi di aggregazione trasversale, ci vanno i giovani per soddisfare coazioni al consumo di ogni tipo ( fast food, cinema multisala, orribili sale giochi), ci vanno gli anziani soprattutto d'estate per trovare un po' di refrigerio dalle bollenti citta', divenute savane inabitabili.

Anche nella mia piccola provincia i centri commerciali sono diventati un numero enorme rispetto alla cittadinanza, in questi giorni hanno inaugurato un consumificio da 70 negozi, non bastassero quelli in sovranumero gia' esistenti.

L'espansione e' selvaggia, i paesini vengono svuotati da qualsiasi forma di vita sociale, le vecchie botteghe annichiliscono e le citta' vengono intasate dal traffico e dall'inquinamento, una vera tortura simil-ferie agostane.

Non c'e' nessuna forma di equilibrio a governare la moltiplicazione crescente dei centri commerciali, che sembrano sedare ogni voglia di consumo, per tutti i palati, bisogni elementari e complessi.

La societa' dei consumi finira' per consumare se stessa?  

postato da: mary17 alle ore 15:13 | Permalink | commenti (18)
Commenti
#1   15 Maggio 2008 - 16:11
 
Si. Lo farà.

La gente comune ha sempre meno soldi da spendere a casaccio. Ma questo non conta. Erigono questi colossi e uccidono i piccoli commerci (cosa che io cerco in modo disperato, ovunque mi trovi!!!), vogliono farci venire desideri nuovi, far crescere bisogni che non abbiamo. Vogliono il debito. Loro sono in ginocchio, ma per tirarsi su, devono mettere in ginocchio noi.

Boicottiamo i centri commerciali.


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#2   15 Maggio 2008 - 16:21
 
La logica e' quella del becchime ingrassapolli: consuma, consuma e non pensare!
La cosa piu' grave e' che distruggono il tessuto sociale circostante...
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#3   15 Maggio 2008 - 16:23
 
E' da un po che non amo più andare ai centri commeciali. In particolare da quando abito al centro città, ho riscoperto il piacere di fare 4 passi tra diversi negozi per fare la spesa... poter comprare un detersivo in 5 minuti dal negozio sotto casa... e come fai in un centro commerciale? bisogna perdere 20 minuti per arrivare e trovare posto, 10 minuti solo per trovare il reparto dei detersivi, 15 minuti alle casse per pagare... Ma non ti nascondo che a volte l'aria di Piazza ch si respira (i centri commerciali sono le nuove piazze) può servire per fare compagnia... Ciao e grazie della visita!
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#4   15 Maggio 2008 - 16:29
 
Sarebbero preferibili le vere piazze, non quelle con finte palme, finte edicole, finte fontane...sigh, sigh!!!
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#5   15 Maggio 2008 - 17:00
 
io sono per le viuzze dissestate e i negozietti sotto i portici... altro che ste robe...
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#6   15 Maggio 2008 - 17:55
 
io credo di si:)un saluto
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#7   15 Maggio 2008 - 18:07
 
Vivo in una piccola città e i centri commerciali hanno realizzato la forma asociale giusta. Sono per natura stanziale e dove abito ho ancora piccoli negozi, verdurai, panettieri dove fare la spesa quotidiana. Ormai sono alla chiusura e la tristezza che si avvicina, per queste piccole cose, è ingombrante.
Brava Mary a parlare della piazza. Riusciremo a riprendercele?
Ciao Michele.
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#8   15 Maggio 2008 - 20:24
 
inevitabilmente si
si arriverà al punto in cui i centri commerciali falliranno.
Un annata storta, un economia precaria, gli stipendi troppo bassi, i rincari troppo alti e i negozi (anche qeulli dei centri commerciali) chiuderanno
Non ci credi?
Vieni da me e te ne faccio vedere un paio, oddio, poi abbiamo anche un supercentrocommerciale esagerato per le nostre esigenze, ma alcuni sono falliti e se i prezzi non si abbassano o gli stipendi non si alzano presto falliranno tutti

Ah, ma forse tu ti chiedevi se il consumatore medio si sveglierà e diverrà invero più responsabile.
No, questo non succederà, solo la povertà ci porterà a non spendere
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#9   15 Maggio 2008 - 21:14
 
Tempo fa andai a uno di questi centri ne ho parlato nel blog. Splendori e miserie. Personalmente non vi tornerò, non a
breve...
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#10   16 Maggio 2008 - 06:33
 
Cara Mary,io per ragioni di lavoro giro quasi tutta l'alta italia e devo dirti che i centricommerciali li trovo dapertutto.Dal Castorame di Mestre,passando per le Piramidi di vicenza all'Ikea di Milano è tutto un susseguirsi di offerte commerciali.
Io vivo a Trieste,la città e ancora immune dal morbo dei "centri" ma Udine e provincia credo abbiano il record dei metri quadrati di vendita procapite.
Tutto questo ha,per adesso,creato molti posti di lavoro se pur molto precari e sottopagati ,chiaramente non tutta questa mega offerta può reggere alle le leggi del mercato e a breve molti chiuderanno i battenti e si ripresenterà il tragico spettro delle disoccupazione sopratutto nella pedemontana.
Una speranza,almeno il centro Udine sta rinascendo con Zara trainante e i molti nuovi punti vendita del centro.
Ciao
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#11   16 Maggio 2008 - 10:58
 
La questione dei consumi è molto complessa. Ci sono realtà più avviate alla grande distribuzione e ci sono realtà in cui regge ancora il piccolo consumo. Io vivo a Roma e nel mio quartiere c'è un centro commerciale ma i negozietti della mia via stanno abbastanza in salute. Dal bottegaio al negozio di scarpe per i bambini ecc ecc

Per quanto riguarda il tessuto sociale il rischio secondo me non è quello di distruggerlo quanto di incanalarlo in un sistema luccicoso e tendenzialmente finto, quale quelli dei centri commerciali. Un po' come succede in america e nelle piccole realtà di molte parti d'europa dove la vita sociale raramente si sviluppa tra le piazze o nei centri città ma avviene soprattutto dentro e attorno a questi grandi agglomerati di consumo. Anche perchè l'abitudine di avere un centro cittadino o di paese dove si svolge la vita sociale e commerciale è tipica della realtà italiana in molti altri paesi, con rare eccezioni, è difficile da trovare realtà simili.

In ogni caso il futuro è vario e ancora aperto anche se la direzione presa è quella che descrivi tu. Spetta a noi infilarci nelle maglie e le nicchie di socialità diffusa che la grande distribuzione non riesce a coprire e far si che si allarghino in contrapposizione alla diffusione dei centri commerciali.

(A)
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#12   16 Maggio 2008 - 12:49
 
Michele: temo che sara' dura...che desolazione!

Sho:purtroppo so di negozi all'interno dei centri commerciali che sono in perdita per i motivi che dici tu, ma non chiudono ugualmente perche' la loro visibilita' non deve venir meno, per il resto sono d'accordo con te
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#13   16 Maggio 2008 - 12:59
 
Coloratissimo: Udine e' cosi' e Pordenone si avvia ad essere altrettanto.
I centri commerciali della zona di confine vivono anche per la presenza di croati e sloveni, ect, ect, che nella loro realta' non trovano la tecnologia che c'e' da noi
Liscere:siamo una societa' in trasformazione, ma indietro non si torna, credo...
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#14   16 Maggio 2008 - 17:50
 
nudo e crudo? ci siamo già!
abbraccione e buon we!
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#15   18 Maggio 2008 - 12:18
 
Purtroppo temo di si. Nel mio paese, in pochi anni, son stariti2 fruttivendoli, un macellaio, 2 ristoranti, un negozio di scarpe, uno diabbigliamento.;-)***
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#16   19 Maggio 2008 - 19:28
 
Io credo che questo già sta avvenendo! A me i centri commerciali fanno paura... giuro... troppa gente, troppe macchine, troppo rumore, troppa luce insomma troppo di tutto... ahimè a me piace il silenzio.
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#17   20 Maggio 2008 - 15:32
 
Talpa:ormai il silenzio e' utopia!
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#18   20 Maggio 2008 - 17:17
 
non mi sembra una cattiva soluzione: lasciare che la società dei consumi consumi sè stessa
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Commenti

categoria:vita, consumi