Chi viaggia lo sa, le guide della Lonely Planet sono veramente una manna del cielo:affidabili, precise, efficienti, versatili. Nacquero negli anni 70 per accompagnare i turisti che non avevano molte disponibilita' economiche e via via hanno ampliato il target degli affezionati lettori.
Precise nella preparazione del viaggio, nel suo svolgimento, complete e sicure affinche' tutto fili liscio.
Si possono comprare anche se poi quell'agognato viaggio non si fara', perche' stimolano il sogno, cosi' ricche di storia, di aneddotti, di curiosita'.
A volte abbiamo trovato delle dritte che perfino la nostra guida turistica non conosceva nel dettaglio.
Pero' invadere un Paese usando una guida turistica come piano per occuparlo e ricostruirlo, mi pare un utilizzo come dire, improprio.
Non e' una barzelletta o una cinica satira di qualche comico, ma, apprendo dal giornale, cio' che hanno fatto gli Usa per invadere l'Iraq.
Una diplomatica americana , tale Barbara Bodine, che faceva parte della task-force, ha fornito dettagli sull'impreparazione degli addetti alla ricostruzione in un documentario della Bbc e salta fuori questo particolare a dir poco inquietante:non avevano informazioni sull'Iraq e quindi ricorrevano ad una Lonely Panet, tra l'altro vecchia di 10 anni.
La notizia sarebbe comica se non fosse tragica, la piu' potente nazione della terra che invia truppe ed alti funzionari per esportare una presunta democrazia, dando loro soltanto una vetusta guida turistica per orientarsi.
Per la ricostruzione dell'Iraq finora sono stati spesi 14 miliardi di euro.
Ma secondo un'ispezione del governo Usa, la corruzione brucia 3,5 miliardi all'anno.







