venerdì, 18 luglio 2008

Leggende afro-brasiliane narrate da

PIERRE FATUMBI VERGER

con un racconto originale di LISA GINZBURG

Disegni di

Jurandy Carvalhal

Donzelli Editore

 

Gli Orixas sono i primi esseri, di origine divina, che hanno abitato la terra, rappresentano i modi in cui dio si manifesta nell'universo. Anche chi non e' andato in Brasile o non conosce la sua storia ha sentito parlare di Iemanja', dea dei mari e degli oceani, madre di tutti gli Orixas, simbolo della maternita' e della fecondita', e' regina della bellezza  e della felicita', e' anche chiamata Iara o Ianaina; il suo canto e' pieno di fascino, e' protettrice degli uomini che vanno per mare, signora assoluta della procreazione.

In questo libro, arriccchito da bei disegni, sono narrate leggende che sono state raccolte in alcune zone dell'Africa nord-occidentale e trascritte intorno al 1949 da Fatumbi Verger , fotografo ed etnologo che dalla Francia si trasferi' a Salvador de Bahia, restando affascinato dalla religiosita' di origine africana.

Le leggende qui narrate hanno un sapore particolare, arrivano dalla tradizione orale, spinte da molto lontano, sono accompagnate da una forza primitiva e danno lezione di semplicita' con le loro verita' elementari e genuine.

Il mondo degli Orixas e' ricco  di passioni: c'e' Ogum il battagliero, Xango signore della verita' e gran danzatore, Oxala di saggezza insuperabile e tanti altri ancora. Insieme alle passioni e' veicolato un mondo ricco di umanita' e di natura, costellato da misticismo e poesia. Libro delizioso, anche i bambini ne restano incantati.

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martedì, 15 luglio 2008

porto de galinhas

 

Nel nome, una storia incancellabile, che si vede ancora nei caratteri somatici della sua gente, nella cultura, nelle tradizioni.

A 70 km a sud di Recife, corredata da belle architetture barocche, definita la Venezia del Brasile, si trova Porto de Galinhas, orlata di palme ,mangrovie e noci.

Il piccolo porto si chiama cosi' perche' gli schiavi, detti polli (galinhas), provenienti per lo piu' dall'Angola, continuarono ad esservi sbarcati e venduti vergognosamente ancora per parecchi anni dopo l'abolizione ufficiale della schiavitu'.

E' una meta turistica ricercata piu' dai Brasiliani che dal turismo internazionale e questo la rende piu' autentica; da settembre a marzo le star di Porto de Galinhas sono le tartarughe marine. La specie arriva  sul posto per deporre le uova ed i nidi si trovano tra due aree ben definite, in ogni nido sono depositate circa 120 uova e la nascita dei piccoli avviene durante la sera. Oltre ai luoghi paradisiaci, spiaggie tropicali, mare azzurro e tersissimo, estate infinita, aria festosa e folklore, si possono osservare crostacei particolarissimi, ostriche e granchi di svariate specie.  Il mare e' fantastico, durante la bassa marea vengono a formarsi delle piscine naturali nelle quali si ferma una gran quantita' di pesci colorati. Quando si arriva a Porto si sente subito parlare del mitico baobab gigantesco, si tratta di un albero che ha piu' di 400 anni, situato nel distretto della Madonna di O'. Il baobab ha un significato particolare, fu piantato dagli schiavi ed il suo tronco e' cosi' grande che ci vogliono ben 20 persone per riuscire ad abbracciarlo tutto.

Ci sono stata alcuni anni fa, ho riletto gli appunti di viaggio per consolarmi, qui c'e' stata la tempesta e tempo da lupi, a Passo Falzarego la neve ha imbiancato strade e geranei.

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lunedì, 09 giugno 2008
amazzonia

Il titolo del libro che sto leggendo e' Amazzonia, scritto da Joao Meirelles Filho, ambientalista molto impegnato su questo fronte, dirige l'Istituto Peabiru   in Brasile, ha lavorato in Amazzonia in progetti d'insediamento rurale, appoggia la creazione e la sostenibilita' finanziaria di organizzazioni della societa' civile, ha fondato  diversi Parchi ecoturistici.

Il libro racconta magistralmente la storia, la geografia, la politica e l'economia del polmone del pianeta; e' un viaggio suggestivo in un mondo affascinante ed incantato che l'uomo sta scelleratamente distruggendo. L'ecosistema mondiale sta gridando vendetta, la questione amazzonica non puo' aspettare a lungo, gli incendi, la deforestazione, i conflitti per il possesso della terra , l'inquinamento dei fiumi e la deprivazione delle popolazioni locali e' urgente. Tanti sono gli interrogativi che Meirelles Filho si pone e tanti sono i quesiti che aspettano una risposta, spetta alla nostra coscienza di abitanti ospiti del pianeta fornirle.  Per gli stranieri, sostiene l'ambientalista, l'Amazzonia brasiliana non e' una priorita' anche se e' presente nell'immaginario collettivo dell'umanita' .Eppure, secondo lo scienziato Norman Myers, una medicina su quattro contiene prodotti che, piu' o meno direttamente, provengono da materie prime delle foreste tropicali, ben il 70 per cento delle piante con proprieta' anticancerogene proviene da li'. Il libro e' edito da Corbaccio, all'interno e' corredato da splendide fotografie.

Oggi naturalisti, ambientalisti e scienziati "ecocompatibili" si sentono messi all'angolo, lamentano che le loro discipline non sono centrali sulla scena pubblica o nell'agenda politica. Tuttavia molti prodromi, alcuni anche allarmanti, ci segnalano la nostra ottusita' e presto, volenti o nolenti, anche i governi piu' sordi e restii saranno costretti a sbattere il muso, ad occuparsi finalmente di ambiente e natura, le cenerentole di tutti i problemi che affligono l'umanita'.

Non per vocazione, non per presa di coscienza o per spirito d'avanguardia, ma per impellente neccessita'. La situazione energetica collassata, l'aumento assurdo del prezzo dei cereali, le vertiginose storture di un mercato che distrugge le colture locali e le biodiversita' sono ormai problemi di stringente attualita'.La terra e' da salvare, prima che si prenda la rivincita.

Info:www.peabiru.org.br

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venerdì, 28 marzo 2008

Jorge_Amado

 

 

Quando usci' il romanzo "Dona Flor e i suoi 2 mariti", molti intellettuali non gradirono  questo libro ritenuto d'intrattenimento, perche' Amado, gia' premio Stalin per la Pace, sembrava che abdicasse alla sua vocazione  di intellettuale organico alla sinistra.

E' un libro sognante, ironico, magico; la cornice e' l'incantevole Salvador de Bahia, dalla forte impronta africana, sia come usanze che come costumi.

La storia ha aspetti folkloristici e piccanti, con una stretta connessione tra cibo speziatissimo ed erotismo.

Dona Flor, si chiede:"Perche' si deve sempre aver bisogno di 2 amori, perche' non ci basta averne uno solo nel cuore?"

Lei, giovane e bellissima bahiana, cuoca eccezionale ed amante infuocata, rimasta vedova dell'appassionato marito Vadinho, si risposa con Teodoro, un farmacista benestante e troppo tranquillo, troppo diverso dal defunto coniuge.

La sera prima del matrimonio Vadinho le appare in sogno e la rimprovera duramente per il "tradimento" a suo danno.

Turbata, Flor ricorre allora alle armi della magia e riesce ad ottenere che lui torni in vita solo ed esclusivamte per lei, che riprenda ad amarla con la consueta passione e a trascinarla in sfrenati samba.

Da questo libro ho trascritto molte ricette che Dona Flor con maestria preparava e, portando le materie prime proprio da Bahia, le ho riprodotte con buon successo , anche se la cucina bahiana non e' di tipo ipocalorico! 

Il libro, che mi sono portato in viaggio, ha risentito della fragorosa onda atlantica  che mi ha sorpresa sulla spiaggia, troppo assorta nella lettura: mi ha spiegazzato le pagine ed accartocciato tutta la copertina! 

In compenso, ogni tanto la annuso e mi sembra di risentire il profumo di quel mare, di quei sapori, di quei colori...

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