giovedì, 10 luglio 2008

(Biruma no tategoto)

FILM di Kon Ichikawa

Genere drammatico, b/n  Produzione: Giappone 1956

 

"Rossi come il sangue sono i monti e le terre di Birmania"

Alla fine della  seconda guerra mondiale, nel luglio 1945, quando in Giappone la situazione volge al peggio, in Birmania, un ufficiale giapponese fedele al proprio ferreo codice d'onore militare, pur di non arrendersi al nemico preferisce far sterminare il proprio reparto.

Mizushima, l'unico sopravvissuto alla carneficina decide di diventare bonzo e vaga per la giungla birmana accompagnato da un'arpa e da un pappagallo. Per riscattarsi moralmente dalla ferocia della guerra che ha mietuto tante vittime giapponesi sul colle del Triangolo, iniziera' una lunga e pietosa opera di inumazione delle salme insepolte dei caduti. Questo culto dei morti tocchera' molti altri commilitoni che, tutti insieme, uniti, in attesa della pace, seppelliranno i corpi straziati, ormai preda degli avvoltoi, lasciati alla dimenticanza e all'incuria.

Il film, tratto da un romanzo di Michio Takeyada, e' un un poema lirico al pacifismo, rivive la guerra e la sua tragica disumanita', il bianco e nero superbo gli restituisce un alone quasi mistico.

Un film contro la guerra memorabile, anche se datato. Premio San Giorgio alla Mostra di Venezia nel 1956.

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categoria:libri, cinema, giappone, bisogni primari
lunedì, 07 luglio 2008

Gli aforismi di Dino Risi

Il cinema/un lenzuolo bianco/dove un pubblico stanco/ha imparato a sognare/le donne/e gli uomini/che non poteva amare.

Il cinema fu sequestrato/per un'ipotesi di reato/e il regista condannato/perche' una scena d'amore/aveva offeso/il comune sentimento/del pretore.

Fu il buon Dio/il primo a dire/lei non sa/chi sono io.

Sono un cretino con un po' di talento.

Sono nato sfigato/cercavo l'amore/e l'ho trovato.

Non c'e' chi non voglia uccidere la persona che ama.

L'ottimismo e' uno spot pubblicitario con cui Tonino Guerra cerca di sopravvivere.

Vittorio Gassman era un po' trombone, ma anche un grande attore di teatro, di quelli con la bella voce, che piaceva alle maestre. Gassman lo si andava a vedere oltre che a sentire. Anche quando recitava Shakespeare, che ha dei brani bellissimi ma altri che sono una rottura di palle spaventosa.

Mario Monicelli spera che muoia prima di lui e senz'altro lo accontentero'. Pero' voglio un premio perche' pare che avere novant'anni sia un merito.

Antonioni nella disgrazia e' stato fortunato, si e' spento subito dopo tutte le chiacchere su Bergman. E a me, che potrei andarmene da un momento all'altro, mi conviene a questo punto aspettare. Se morissi oggi i tg mi metterebbero dopo lo sport.

La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non e' questa grande trovata...

Penso che bisogna andarsene tutti a ottant'anni. Per legge.

La morte non mi ha mai fatto paura, per forza deve succedere qualcosa, ci sara' una grande sorpresa. Credo che la morte sia una cosa bellissima. Da ragazzo pensavo di campare fino al 2000, ora pero' devo rifare tutti i conti e mi tocca rimettermi a lavorare per tirare a campare.

 

Dino Risi, cantore della vita difficile dell'Italia di ieri,popolata da mostri  alla ricerca del sorpasso, piena di contraddizioni, di ingiustizie, di meschinerie, di ruffianaggini, ma ancora vitale e aperta alla speranza, a dispetto dell'Italia di oggi, dall'incerto futuro e pervasa dall'incapacita' di indignazione...

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categoria:citazioni, cinema, vita
venerdì, 04 luglio 2008

Regia: Oliver Stone

Sceneggiatura: Ron Kovic, Oliver Stone

Genere: drammatico, Guerra (1989)

Piccolo centro, nei pressi Ny, e' qui che nasce Ron Kovic, da una  famiglia ultratradizionalista, cattolica e benpensante. Il giorno della sua nascita sembra rinchiudere un destino: e' il 4 luglio, l'Independence Day, festa nazionale degli americani, e conferisce al suo entusiasmo patriottico di ragazzo educato all'agonismo e a credere negli ideali dell'americano medio, una dimensione fatale. Nel 1967, raggiunta l'eta' necessaria, puo' finalmente servire il proprio Paese nel corpo dei marines degli Usa e parte volontario per il Vietnam, imbacuccato nella convinzione  di difendere la bandiera e la civilta' dal pericolo del comunismo.Ma la realta' si presenta ben diversa da cio' che aveva immaginato,li' e' l'inferno, la guerra e' crudele e spietata , donne e bambini vengono massacrati atrocemente. Lui stesso, per errore, uccide il commiltone Wilson, la spirale dell'orrore non conosce tregua.In seguito viene ferito durante un combattimento e restera' paraplegico ed impotente. Al rientro in Patria ci saranno altre delusioni ad aspettarlo: la situazione e' cambiata, lui non e' visto come un eroe e la sua presenza e' scomoda ed ingombrante. Le umiliazioni che subira' saranno tali e tante da fargli vedere la vita da un'altra angolazione , sposera' la causa del pacifismo diventandone un leader del movimento, trovandone uno scopo che puo' riempire la sua vita .

Il regista Oliver Stone, l'anarchico pacifista di Hollywood , puo' apparire un po' troppo didascalico, questo film viene dopo Platoon del 1986, ma merita comunque la visione.

Questa sera la mia porzione di cielo verra' illuminata a giorno da mirabolanti fuochi d'artificio che termineranno coi colori della bandiera americana; la base Usaf ha sospeso i festeggiamenti credo solo quando la crisi dell'ex Jugoslavia, terra a noi limitrofa, era troppo sanguinosa e vicina, festeggiare era   indecoroso, uno schiaffo esibizionistico di ostentazione intollerabile.

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categoria:libri, cinema, violenza, bisogni primari
martedì, 01 luglio 2008

La location di questo libro di Cormac McCarthy e' il Texas, al confine col Messico, ambientazione gia' frequentata per una moltitudine di romanzi e film.

E' un western degli anni '80, non si sente aleggiare il fantasma di John Wayne tra le pagine, anche se l'abbigliamento dei protagonisti ha quella foggia li'.

Tre uomini, tutti e tre soli con se' stessi, incrociano i loro destini. Llewely Moss, reduce del Vietnam, ora saldatore, che mette le mani, inaspettatamente, durante una battuta di caccia, su una borsa con la bellezza di 2.600.000 dollari, dollari sporchi amico, e deve scappare. Gli altri 2 personaggi lo inseguono: uno e' lo sceriffo Bell, uno tosto, tutto d'un pezzo, la sua drittura morale gli impone di proteggere tutti gli abitanti della  contea.L'altro e' Anton Chigurh, un vero killer professionista, non guarda in faccia nessuno quando c'e' da premere il grilletto, anche lui guidato da una sua morale spietata che non conosce sconti di sorta.

Moss capisce sin da subito che non sarebbe mai piu' stato al sicuro e si domanda se era una cosa a cui ci si poteva abituare. E se uno ci si abituava?

Questa e' la storia di un inseguimento on the road, dal ritmo veloce ed incessante, ma interessante e' la parte intimista, che traccia i segni della vita e della morte e dei valori (anche questi vengono inseguiti), in un mondo che non e' piu' lo stesso, dove le certezze granitiche si sgretolano e solo gli spietati sopravvivono.

Amico, noi siamo inseguiti dal Male misterioso ed ineluttabile, e' una condanna.

 

E' uscito, fresco di pubblicazione, il film in dvd dei fratelli Coen, tratto dal libro di McCarthy.

Se vi portate il libro in spiaggia il tempo di lettura equivale ad una bella tintarella ambrata! 

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categoria:libri, cinema, vita, suggestioni
lunedì, 16 giugno 2008

 Un film di Tony Kaye. Con Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D'Angelo, Elliot Gould, Fairuza Balk. Drammatico. Produzione Usa, 1999

Venice, Los Angeles.

I terribili "discepoli di Cristo" seminano il terrore e la tensione, i neri aggrediscono per difendersi, il clima e' incandescente. I quartieri diventano letteralmente campi di battaglia, gli immigrati clandestini violentemente menati, torturati, devastati i negozi. Da Seattle a S. Diego spira il devastante vento del razzismo. Derek, il protagonista del film,  riacquista la liberta' dopo tre anni di duro carcere per l'omicidio di due neri che tentavano il furto della sua auto. Il fratello minore subisce la sua influenza e, per essere recuperato, in un liceo dove il razzismo dilaga, viene invitato dal suo professore a rileggere la storia americana.

Gli skinheads sono divisi per bande e il preside della scuola cerca di correre ai ripari: i ragazzi frustati, insicuri, di scarsa personalita' vengono facilmente reclutati nelle bande criminali. Derek all'uscita del carcere viene accolto come un eroe dai fanatici neonazisti, ma lui non e' lo stesso di prima.

La convivenza forzata con un nero, nel reparto lavanderia del carcere, cambiera' la sua ottica,  avra' occhi compassionevoli per lui che si trova in galera per motivi banali. L'esperienza carceraria sara' durissima, subira' violenze psichiche e fisiche dai suoi stessi amici skinheads e, durante il lungo calvario, avvera' la sua redenzione.

Si accorgera' che tutta la montagna d'odio che ha dilaniato la sua esistenza non e' stata che una palla al piede per lui e la sua famiglia; tante energie si sono sprecate inutilmente invece di essere riposte in altre direzioni.L'odio , in generale, non produce che altro odio, in una spirale perversa e nevrotica.

L'epilogo e' tragico e il regista ha dovuto tagliare delle scene  ritenute di cattivo esempio, per il possibile rischio d'emulazione.

Il film puo' apparire didascalico,  ma purtroppo fotografa a livello sociologico il  fenomeno dell'odio razziale nelle grandi aree metropolitane Usa, anche se, in parte, ora  piu' sfumato.

   

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categoria:cinema, vita, violenza
martedì, 03 giugno 2008

2469115970[1]Underground e' un film di Emir Kusturica, Palma d'oro a Cannes nel 1995. Il regista, di origine serba,  qui racconta una storia surreale ed imprevedibile, eredita' dei vecchi suoi ideali personali, quali Federico Fellini. L'anima slava emerge preponderante, come la sua storia in quella terra martoriata. Il film e' una metafora energica, grottesca e poetica della ex-Yugoslavia, e con lei un affresco ironico e singolare del concetto del bene e del male. A chi, come me, abita in Friuli e specialmente vicino alla Base Usaf da dove partivano, con la pancia stracolma di munizioni, i terribili F16, aerei militari diretti in Yugoslavia al tempo del conflitto, questo film evoca la guerra combattuta vicino a casa tua, subito dopo il confine. Mai come allora ti sentivi partecipe di un evento cosi' drammatico, la guerra era qualcosa che ti raccontavano i nonni o leggevi nei libri di storia. Il regista, attraverso le vicende di un gruppo  di personaggi, nascosti in un sotterraneo dal 1941, ossia dall'epoca della seconda guerra mondiale fino all'era della fratricida guerra civile che ha orribilmente insanguinato i Balcani, racconta un'umanita' drammatica ed ironica che mette in scena la storia del passato, del presente e la speranza del futuro. Kusturica ricorda che allora il suo Paese era visto come veicolo di cattiveria, armi e sesso, ma lui ha voluto dare una chiave di lettura diversa, contro la propaganda e la manipolazione imperversanti.

Ha voluto mettere in scena il suo essere serbo, portatore di emozioni contraddittorie, umorismo e tragedia, straordinario risveglio di cultura religiosa e storica, in questo film atipico ed energico.Nonostante le brutture della guerra che fa da sfondo, ha puntato l'obiettivo sul cinema come concetto di circo:attraente, divertente, pericoloso. 

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categoria:cinema, liberta, emozioni vita
martedì, 27 maggio 2008

 Afghanistan, regime post-talebano, il colore predominante e' il grigio: scheletri allucinanti di case bombardate, rovine , macerie ovunque, gente allo stremo. La guerra e' terribile per tutti, ma per le giovani donne, i bambini e gli anziani lo e' ancora di piu'. Hanno sopportato avversita' di ogni genere, il regime talebano  ha costretto le giovani all'analfabetismo, ogni possibilita' di emancipazione e' stata reclusa, ingabbiata ogni speranza. Un esercito di madri con figli ammalati senza medicine, prive del latte materno per l'indigenza e la fame disperante.

Bambine costrette a coprirsi il viso, a portare sempre il velo per strada, oppure mettere il dito in bocca per camuffare la voce e poter sembrare maschi.Tuttavia c'e' un afflato di speranza, dopo la caduta della dittatura soffocante la scuola e' stata riaperta e c'e' chi sogna, nonostante tutto, un futuro diverso per il proprio Paese martoriato.

E' Noqreh, la protagonista del film, che sogna l'impossibile:diventare Presidentessa dell'Afghanistan. E' un pensiero blasfemo per suo padre, anziano carrettiere  intransigente che vaga tra le macerie di Kabul, come un'anima in pena. La  trasgressione della ragazza si manifesta anche indossando un paio di scarpe bianche col tacco, di foggia occidentale, che demarcano la Noqreh intrappolata in quel destino e quella dell'utopia di un futuro da Presidente del proprio Paese, dopo la fine dell'Enduring Freedom. Benazir Bhutto in fin dei conti e' una donna candidata alle elezioni nel vicino Pakistan, perche' il suo sogno non potrebbe essere possibile? 

Confessa il suo desiderio ad un'amico poeta per cercare di capire le strategie per poter essere eletta, capire quali discorsi fare per essere convincente e credibile agli occhi dei suoi connazionali, e poter finalmente prendersi cura delle sorti del suo travagliato Paese. Il suo amico poeta, potrebbe essere colui che si occupa della campagna elettorale, e'quello che le declama ,come un mantra, "Alle cinque della sera", i versi di  Lorca.

L'immaginazione e' fervida, nonostante lo squallore circostante;la traversata del deserto, verso Kandahar, accompagnata dal padre, la sorella allo sfinimento e il corpo agonizzante del nipotino, la riportera' alla cruda realta'.

La regista del film, Samira Makhmalbaf, sottolinea che, come sosteneva Godard, il cinema e' stato inventato per mostrare la realta', solo in seguito e' diventato un mezzo d'intrattenimento.

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categoria:poesia, cinema, liberta, viaggi dellanima
lunedì, 19 maggio 2008

UNA STORIA VERA SULLA MAGIA DELLA VITA

FILM DOCUMENTARIO

Mongolia del Sud, deserto dei Gobi, dintorni di Urga.

Una famiglia di pastori mongoli, nomadi del deserto, aiuta a far nascere, come ogni primavera, i cammelli del loro branco.

Dopo un parto terribilmente lungo e travagliato, ecco venire alla luce un raro esemplare bianco. La madre rifiuta il nuovo nato perche' diverso e frutto di  tanto dolore; nonostante gli sforzi dei pastori per farglielo accettare, lo priva del latte materno e di ogni forma d'amore e di coccole, disconoscendolo di fatto.

Quando tutte le speranze per la salvezza del piccolo animale sfortunato sembrano eclissarsi, la magia del rito della musica, eseguita da un suonatore cercato allo scopo di sbloccare questa situazione incresciosa , fara' il miracolo.

La musica potra' di piu' di ogni tentativo risultato vano, scaldera' il cuore della mamma cammella al punto di farla sciogliere in lacrime liberatorie  e l'accettazione del piccolo diverso si compira' come per magia. 

Aria, terra, fuoco, acqua fanno da corollario: un ritorno all'essenza della vita, agli istinti primordiali, all'accettazione del diverso da se', che non risparmia ne' il mondo animale ne' quello degli umani.

Se si pensa che non e' finzione scenica, ma un documento filmato, si capisce la straordinarieta' dell'evento; le lacrime della cammella hanno conquistato cinefili e bambini: questo film e' poetico come una fiaba,  e' un piccolo gioiello mongolo!

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categoria:cinema, vita, emozioni
lunedì, 12 maggio 2008

Estate 1959, Stato dell'Oregon, Usa.

Castle Rock, 1281 abitanti.

Quattro ragazzini dodicenni affiatati si mettono alla ricerca del cadavere di un coetaneo scomparso da casa, spinti dal desiderio eccitante di avere il loro quarto d'ora di notorieta', una foto sul giornale, la pubblicita' in televisione.

Sono molto diversi tra di loro, ma l'intento e' comune e rinsalda la loro amicizia.

Gordie ha una passione per la scrittura, ma si sente isolato dai genitori da quando un muro di incomunicabilita' e' sceso tra di loro, dopo la tragica morte del fratello, promessa stella dello sport.

Chris e' perseguitato dal pregiudizio perche' proveniente da una famiglia di poco di buono; e' intelligente e di grande sensibilita', ma cio' non basta a riscattarlo.

Teddy e' figlio di un reduce dello sbarco in Normandia, a cui sono rimaste le stigmate di gravi problemi psichici derivanti dal devastante vissuto; il padre gli ha ustionato un orecchio sulla stufa e ne porta i postumi.

Infine c'e' Vern, visibilmente sovrappeso, oggetto di continue derisioni, personalita' labile e pavida.

Le migliori storie di bambini sono viaggi, sia in senso metaforico che non; i 4 ragazzini infatti compiranno un viaggio di 50 km. sulle traccie di un cadavere, un viaggio che sara' un rito di passaggio verso l'adolescenza, niente sara' piu' come prima.

Il film e' la trasposizione cinematografica  del racconto piu' atipico, ma assolutamente affascinante di Stephen King, Il corpo.Secondo il parere dell'autore e' il miglior  film tratto dalle sue opere.

King ebbe a dire che libri e film sono come mele e arance, entrami frutti gustosi, ma ognuno dal gusto diverso.

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categoria:libri, cinema, viaggi dellanima
lunedì, 05 maggio 2008

 Cile, 1973, il capo dello Stato e' Savador Allende, i ricchi temono l'espropriazione dei loro beni, i poveri cominciano timidamente a sperare in un cambio di rotta.

Questo e' il contesto del film Machuca; la citta' dove e' ambientato e' Santiago.

In una scuola esclusiva britannica, Padre McEnroe, il preside dell'istituto d'elite, d'accordo con la maggioranza dei genitori, tenta un esperimento azzardato : inserire dei bambini che abitano ai margini della societa', dei diseradati che non si possono permettere la retta proibitiva. Pedro Machuca , 11 anni, e' uno di questi pochi fortunati, abita in una baraccopoli illegale a pochi isolati di distanza. Il preside e' un attivo idealista, che tenta di favorire l'integrazione tra due modi contrapposti, dalla distanza siderale. Pedro , sguardo profondo da indio, maglietta sporca e bucata, stabilisce un rapporto previlegiato con Gonzalo Infante "muso di fragola", definito cosi' per la pelle rosea punteggiata da efelidi, divisa perfetta e modi da signorino. Un muro divide questi mondi d'appartenenza, ma il fervore rivoluzionario dell'epoca vorrebbe abbatterlo. L'amicizia tra i due bambini si fa' sempre piu' sentita e la presenza di Silvana, cugina di Machuca, scettica nei confonti della borghesia, la consolida. C'e' una scena meravigliosa in cui Gonzalo e Pedro condividono con lei baci appassionati dati sulle labbra cosparse di latte condensato, reperito al mercato nero.

Ma nel momento in cui Allende viene assediato e costretto a togliersi la vita, il percorso d'integrazione dei due mondi opposti sfumera'. All'incontro con i genitori il direttore della scuola viene accusato di essere la causa di litigi e disordini, la scuola democratica di tutti non viene gradita, padre McEnroe tacciato di essere paternalista e comunista. Mischiare i poveri con i ricchi, le mele con le pere, non incontra piu' il favore della borghesia. Ci vuole troppo coraggio a cambiare le cose, all'urlo "Fuori i marxisti da qui!" si scaldano gli animi, per le strade infuriano le manifestazioni.

Il governo militare di Pinochet con un golpe prende il potere, la scuola subira' perquisizioni, ogni protesta verra' sedata con la forza; il nuovo rettore sara' un militare che ripristinera' l'ordine , la gente "inetta" che non paga la retta verra' esclusa. Machuca, dallo sguardo fiero che non si abbassa mai difronte all'arroganza del potere, e' il primo ad alzarsi in piedi per salutare Padre McEnroe quando viene cacciato e subisce la stessa sorte.

Tra i morti anche Silvana,la ragazzina per cui hanno provato i primi turbamenti sessuali. Tenta strenuamente di difendere il padre dai militari che lo trascinano fuori dalla baraccopoli, ma non ce la fa.

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categoria:politica, cinema, emozioni