Gli aforismi di Dino Risi
Il cinema/un lenzuolo bianco/dove un pubblico stanco/ha imparato a sognare/le donne/e gli uomini/che non poteva amare.
Il cinema fu sequestrato/per un'ipotesi di reato/e il regista condannato/perche' una scena d'amore/aveva offeso/il comune sentimento/del pretore.
Fu il buon Dio/il primo a dire/lei non sa/chi sono io.
Sono un cretino con un po' di talento.
Sono nato sfigato/cercavo l'amore/e l'ho trovato.
Non c'e' chi non voglia uccidere la persona che ama.
L'ottimismo e' uno spot pubblicitario con cui Tonino Guerra cerca di sopravvivere.
Vittorio Gassman era un po' trombone, ma anche un grande attore di teatro, di quelli con la bella voce, che piaceva alle maestre. Gassman lo si andava a vedere oltre che a sentire. Anche quando recitava Shakespeare, che ha dei brani bellissimi ma altri che sono una rottura di palle spaventosa.
Mario Monicelli spera che muoia prima di lui e senz'altro lo accontentero'. Pero' voglio un premio perche' pare che avere novant'anni sia un merito.
Antonioni nella disgrazia e' stato fortunato, si e' spento subito dopo tutte le chiacchere su Bergman. E a me, che potrei andarmene da un momento all'altro, mi conviene a questo punto aspettare. Se morissi oggi i tg mi metterebbero dopo lo sport.
La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non e' questa grande trovata...
Penso che bisogna andarsene tutti a ottant'anni. Per legge.
La morte non mi ha mai fatto paura, per forza deve succedere qualcosa, ci sara' una grande sorpresa. Credo che la morte sia una cosa bellissima. Da ragazzo pensavo di campare fino al 2000, ora pero' devo rifare tutti i conti e mi tocca rimettermi a lavorare per tirare a campare.
Dino Risi, cantore della vita difficile dell'Italia di ieri,popolata da mostri alla ricerca del sorpasso, piena di contraddizioni, di ingiustizie, di meschinerie, di ruffianaggini, ma ancora vitale e aperta alla speranza, a dispetto dell'Italia di oggi, dall'incerto futuro e pervasa dall'incapacita' di indignazione...








