
Verso l'alto-Kandinskij
FEDERICO ZERI
ABECEDARIO PITTORICO
UN GRANDE MAESTRO
INSEGNA A GUARDARE
44 CAPOLAVORI DELL'ARTE
DA GIOTTO AL NOVECENTO
Federico Zeri, scomparso dieci anni fa, storico dell'arte , personaggio caustico, quando era a suo agio era in grado di spargere il suo sapere ai non addetti ai lavori in modo semplice ed intrigante.
In questo libro racconta curiosita', anedotti, retroscena delle opere di 44 artisti, tra cui il mio amatissimo Kandinskij, Chagall, de Chirico, Gauguin, Klee, Modigliani, Monet, Morandi, Picasso, Toulouse-Lautrec, Matisse, Caravaggio e molti altri.
Pur vestendo i panni del divulgatore, non abbandona la sua natura di conoscitore e la sua professione di filologo; ogni opera viene esaminata nelle sue dimensioni esatte e nello stato di conservazione, che quando e' cattivo provoca in lui quasi una punta di dolore e un disappunto che non sa celare.
Trascina il lettore nel vivo delle ostiche questioni attributive, mette in campo il tema insidioso delle falsificazioni, di difficile risoluzione per chiunque si occupi di pittura.
Ma la questione che appassiona il lettore e' quando Zeri si chiede: chi era l'artista? che cosa raffigura il quadro? che cosa e' accaduto in quel frangente?
L'estate scorsa sono andata al Moma di New York e tra le tante opere esposte ho potuto ammirare la celebre tela Demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso, uno dei capisaldi di quello che e' "l'avanguardia storica".
Molti credono che sia un quadro che rappresenti donne della citta' d'Avignone. Non e' cosi'.
Zeri ci spiega che Avignon e' una strada del centro di Barcellona, ancora oggi esistente, nella quale era aperto un famoso postribolo. Picasso rappresenta nella grande tela un gruppo di prostitute che stanno attirando i clienti spogliandosi e mostrando il loro corpo in posizione oscene.
L'autore ci racconta dell'immensita' di Kandinskij senza il quale non avrebbero potuto esistere ne' Burri ne' Fontana, suoi satelliti.
Parla del Caravaggio, pietra miliare della pittura occidentale, della rapidita' con cui avviene la sua evoluzione artistica, della sua figura potente, drammatica e, soprattutto sincera.
Cosa che, aggiunge, raramente avviene nell'arte.