lunedì, 04 agosto 2008

in volo sul gran sasso

 

L' essere umano e' nomade per natura, tutta la cultura umana e' meticcia,anche se oggi, a causa del ritorno esacerbato delle frontiere e dei nomadismi, prevale l'idea che ciascuno di noi debba appartenere ad un mondo chiuso.

Il viaggio e' l'incontro con gli altri, la scoperta della magia di altri costumi e tradizioni, la critica dell'egoismo e della spietatezza degli uomini, e' perdersi all'incanto di terre e culture sconosciute in un approccio profondo, intimo; e' la speranza di un'esistenza in armonia con l'universo che ci circonda.

 

buone vacanze!

 

A tutti coloro che le devono fare... buona permanenza a chi resta!

Spero di rivedervi a settembre!

postato da: mary17 alle ore 17:21 | Permalink | commenti (12)
categoria:viaggi, vacanze, foto, sentimenti, suggestioni, emozioni, viaggi dellanima
martedì, 15 luglio 2008

porto de galinhas

 

Nel nome, una storia incancellabile, che si vede ancora nei caratteri somatici della sua gente, nella cultura, nelle tradizioni.

A 70 km a sud di Recife, corredata da belle architetture barocche, definita la Venezia del Brasile, si trova Porto de Galinhas, orlata di palme ,mangrovie e noci.

Il piccolo porto si chiama cosi' perche' gli schiavi, detti polli (galinhas), provenienti per lo piu' dall'Angola, continuarono ad esservi sbarcati e venduti vergognosamente ancora per parecchi anni dopo l'abolizione ufficiale della schiavitu'.

E' una meta turistica ricercata piu' dai Brasiliani che dal turismo internazionale e questo la rende piu' autentica; da settembre a marzo le star di Porto de Galinhas sono le tartarughe marine. La specie arriva  sul posto per deporre le uova ed i nidi si trovano tra due aree ben definite, in ogni nido sono depositate circa 120 uova e la nascita dei piccoli avviene durante la sera. Oltre ai luoghi paradisiaci, spiaggie tropicali, mare azzurro e tersissimo, estate infinita, aria festosa e folklore, si possono osservare crostacei particolarissimi, ostriche e granchi di svariate specie.  Il mare e' fantastico, durante la bassa marea vengono a formarsi delle piscine naturali nelle quali si ferma una gran quantita' di pesci colorati. Quando si arriva a Porto si sente subito parlare del mitico baobab gigantesco, si tratta di un albero che ha piu' di 400 anni, situato nel distretto della Madonna di O'. Il baobab ha un significato particolare, fu piantato dagli schiavi ed il suo tronco e' cosi' grande che ci vogliono ben 20 persone per riuscire ad abbracciarlo tutto.

Ci sono stata alcuni anni fa, ho riletto gli appunti di viaggio per consolarmi, qui c'e' stata la tempesta e tempo da lupi, a Passo Falzarego la neve ha imbiancato strade e geranei.

postato da: mary17 alle ore 15:33 | Permalink | commenti (8)
categoria:viaggi, vacanze, foto, passioni, emozioni, brasile
venerdì, 27 giugno 2008

folkest 08

 

 

FOLKEST

DAL  3  AL  7  LUGLIO     2008.      VARIE   SEDI.

Cominciera' nello splendido scenario di Palazzo di Sopra a Splimbergo (PN), una delle piu' singolari rassegne musicali d' Europa e tra i piu' importanti eventi folk in Italia.

Lo spettacolo e' itinerante, come i suoi musicisti.

Quest'anno il Folkest avra' oltre 90 appuntamenti in Friuli-Venezia Giulia, Veneto , Istria.

La kermesse finale si terra' sempre a Spilimbergo, sede della Scuola Mosaicisti del Friuli che ha espresso con il mosaico qui sopra rappresentato l'immagine del manifesto ufficiale del Folkest.

Sito dedicato: www.folkest.com

postato da: mary17 alle ore 13:33 | Permalink | commenti (12)
categoria:canzoni, eventi, foto, suggestioni, informazione
giovedì, 19 giugno 2008

gita al faro giugno 07

Bibione (VE), il faro

I fari sono spesso percepiti come stati d'animo.

Virgina Woolf docet, con le suggestioni delle metafore contenute nel suo libro "Gita al faro". Da tempo, dopo il loro progressivo abbandono, sono diventati paradisi con le loro solitudini e le loro oasi di quiete, lontani dal clamore dei vocianti turisti estivi che affollano le spiagge.

L'automatizzazione ha preso il loro posto e cosi' lascia intatta la loro bellezza e la loro eleganza, anche se essenziale e semplice.

Come il faro di Bibione, piccolo, dotato di torretta sobria, non imponente come quello della Vittoria di Trieste, sentinella che, dall'altura, guarda altera il mare color turchese. E' stato costruito ad inizio del Novecento alla foce del fiume Tagliamento, dove Bibione incontra Lignano. Fuori stagione e' un'incanto per la pineta marittima da cui e' circondato e, in primavera, per la vegetazione spontanea profumata e sorprendente. Ci si arriva dalla battigia oppure attraversando un sentiero alberato.

E' stato ed e' testimone di infiniti incontri notturni di adolescenti e non, di baci roventi, falo' sulla spiaggia, discussioni interminabili, bevute tra amici, cori di canzoni accompagnate dalla chitarra. Se le sue mura potessero parlare...ah!...ne  uscirebbe un libro altrettanto intrigante di quello della Woolf!

 

postato da: mary17 alle ore 13:46 | Permalink | commenti (10)
categoria:citazioni, libri, foto, sentimenti, suggestioni, emozioni
venerdì, 23 maggio 2008

Questo e' il titolo del nuovo romanzo di Tahar Ben Jelloun, nato a Fes, una pittoresca citta' imperiale marocchina  dalle immutate tradizioni e costumi, che ho visitato alcuni anni fa.

Lo scrittore vive da quasi 40 anni a Parigi, spesso scrive sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" riguardo al tema dell'islamismo e l'integrazione sociale dei musulmani.

Questo romanzo e' infatti incentrato su Mohamed, operaio in una fabbrica in Francia. Ha lasciato oltre 40 anni fa il sud del Marocco, nel cammino della speranza di una vita migliore.

Non era certo il primo che emigrava, ma quando si rese conto che stava per diventare un teme', un lavoratore marocchino all'estero, fu preso dall'angoscia; col tempo si sarebbe trasformato in RME, residente marocchino all'estero.

Dove sta la differenza? Residente suona piu' dignitoso, ma la prospettiva non cambia.

Analfabeta, di stretta osservanza religiosa, padre di 5 figli che sente estranei perche' integrati,  teme la minaccia dall'imminente pensionamento.

La pensione e' lo spettro della morte perche' ha ucciso il suo caro amico Brahim e lui non vuole fare la stessa fine infausta, lo spaventa terribilmente l'idea di non dover lavorare per tutto il giorno, lui che e' stato un operaio modello, gli mette ansia il vuoto conseguente.

In cerca delle sue radici tornera' in Marocco e finira' la casa costruita laggiu', ma la sua anima sara' sempre piu' confusa e smarrita fino allo sperdimento totale.

Una storia che tocca il tema dell'emigrazione e il conseguente sradicamento, sottolinea la voglia di conservare ad ogni costo la propria cultura e le proprie tradizioni, e il fantasma del pensionamento, preludio dell'inutilita' dei propri saperi e della vecchiaia incipiente ed inesorabile.

Marocco-180

Dal mio album fotografico del Marocco: mercato delle spezie in un villaggio

ai piedi della catena montuosa dell'Atlante

postato da: mary17 alle ore 15:23 | Permalink | commenti (14)
categoria:libri, foto, marocco
mercoledì, 07 maggio 2008

ca

Ca' Venier dei Leoni

Sul Canal Grande, a Venezia, s'affaccia Palazzo Venier dei Leoni, per 30 anni abitazione veneziana  della collezionista e mecenate americana Peggy Guggenheim; dopo la sua morte, nel 1979, l'edificio e' passato, assieme alle opere d'arte, alla Salomon R. Guggenheim Foundation di Ny . La sistemazione delle opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece, sono presenti sculture di vario genere e le tombe dei suoi amatissimi cagnolini, dai nomi sorprendenti (Hong Kong, Cappuccino, Pegeen, in onore della figlia).

Sessant'anni fa, nella primavera del 1948, l'eccentrica, scandalosa, insicura Peggy sbarcava in laguna e Venezia le rende omaggio.

Il Museo Guggenheim e' delizioso ed e' considerato uno dei piu' importanti musei d'arte contemporanea in Italia.

Nel 1948 la Guggenheim acquisto' per 60 mila dollari Ca' Venier, un'edificio  incompiuto, gia' proprieta' di nobildonne stravaganti almeno quanto lei, e subito i gossip fiorirono,  era troppo cosmopolita e disinibita per la Venezia di allora.

Peggy era una musa inquietante, dall'abbigliamento coloratissimo e catalizzante, stravagante nei modi, si annoiava facilmente e per sedare la voglia intensa di vita faceva lunghi viaggi: Tibet, India, Giappone.

Ogni personalita' di spicco, in visita a Venezia, passava da lei: De Chirico, Miro', Henry Moore, Chagall, Cocteau, Montale, Tenessee Williams, Stravinskij e altri ancora.

Le opere contenute nella casa -museo sono di  tanti artisti importanti, tra gli altri Kandinskij, Piet Mondrian, Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Miro', Magritte, Picasso, De Chirico, Pollok. 

Peggy e' stata descritta come una pessima madre, indifferente, egocentrica, temibile cuoca,  indomabile, di cattivo carattere; del resto e' risaputo che le persone di carattere hanno sempre un pessimo carattere.

Le fotografie che la ritraggono parlano per lei, occhiali da sole bizzarri piu' grandi del suo volto, abiti pazzeschi, circondata dai suoi cani razza tibetana lhasa apso, tra sculture africane, lampadari ed oggetti d'arte che precorrono i tempi.

postato da: mary17 alle ore 15:40 | Permalink | commenti (13)
categoria:venezia, eventi, arte, foto, viaggi dellanima
lunedì, 14 aprile 2008

smack

Apro la sigaretta

come fosse una foglia di tabacco

e aspiro avidamente

l'assenza della tua vita.

E' cosi' bello sentirti fuori,

desideroso di vedermi

e non mai ascoltato.

Sono crudele, lo so,

ma il gergo dei poeti e' questo:

un lungo silenzio acceso

dopo un lunghissimo bacio.

A. Merini

postato da: mary17 alle ore 16:20 | Permalink | commenti (12)
categoria:poesia, foto
martedì, 08 aprile 2008
Frida Kahlo

Il film, vincitore di 2 premi Oscar, racconta la vita tomentata, gli amori e le passioni di Frida Kahlo, pittrice messicana (1907-1954).

Una vita segnata dalla sofferenza a causa di un incidente stradale che la costringe ad una prolungata immobilita', la terapia riabilitativa lunga e faticosa ed un carattere indipendente, indomito, ma anche fragile,quasi le contraddizioni di una donna d'oggi.

L'incontro con Diego Rivera, il "compagno comunista", due matrimoni falliti alle spalle, maturo pittore con cui avra' un incontro fulminante.Lo interpella per chiedere un consiglio spassionato sul suo talento e gli lascia una tela considerata la sua migliore, lui la valuta come un buon lavoro. La usa come modella per il grande murales al Palazzo Nazionale di Citta' del Messico. Da mentore diventa marito; la relazione e' turbolenta, ci sono le relazioni extra-matrimoniali di lui, la bisessualita' di lei.C'e' il momento di massimo fulgore, quando si recheranno a "Gringolandia", ovvero New York, patria della forza, del potere, la maestosita' che stride con la poverta' estrema del Messico. Lui  conquistera' la citta', dipingera' l'atrio del Rockfeller Center, simbolo del potere. Ma il pittore comunista dipingera' anche il ritratto di Lenin, cosa intollerabile, i rapporti col comittente si rompono, la polemica appassiona gli animi, quindi la decisione quasi obbligata di tornare in Messico. 

Il ritorno in patria e' doloroso, il marito la tradira' anche con la sorella,avranno rapporti illeciti e controversi con il leader russo Trotzky. La malattia sara' sempre piu' pervasiva contringendola al progressivo allettamento, finche' la morte sara' quasi liberatoria.

Il film e' davvero commovente, narra i segreti di una donna rivoluzionaria, sia nel campo dell'arte che della sensibilita' e della politica.

A me personalmente non piacciono molto i suoi dipinti, cosi' naif e grondanti di sangue, cateteri, protesi, cicatrici.

Ho visto ed apprezzato l'estate scorsa a Citta' del Messico i grandiosi murales che ci sono al Palazzo Nazionale, dove  Diego Rivera ha illustrato in maniera eloquente ed illuminante la storia di un Nazione, lo sfruttamento dei contadini, lo strapotere della Chiesa e dei nobili.

postato da: mary17 alle ore 14:44 | Permalink | commenti (10)
categoria:viaggi, cinema, arte, foto, sentimenti, messico
sabato, 05 aprile 2008

sentiero Rilke ,Trieste

 

 

Che bello un tour primaverile tra il mare ed il Carso della provincia triestina! Il sentiero Rilke, a picco sul mare, va da Sistiana, nei pressi di Trieste fino a raggiungere il castello di Duino.

Si possono ammirare giochi cromatici della classica e profumata vegetazione mediterranea, la posizione particolare del sentiero favorisce la crescita di molte varieta' di piante, l'incontro tra l'asperita' del Carso ed il Mediterraneo e' fecondo.

Il nome del sentiero e' stato dato in onore al poeta ermetico Rainer Maria Rilke, che soggiorno' al Castello di Duino a lungo.

Il percorso si snoda per poco piu' di un km. e mezzo, lungo la passeggiata ci sono quattro belvedere mozzafiato, portarsi dietro la macchina fotografica quasi un obbligo!

postato da: mary17 alle ore 08:16 | Permalink | commenti (12)
categoria:foto, suggestioni, viaggi dellanima
venerdì, 21 marzo 2008

Verso l

Verso l'alto-Kandinskij

 

FEDERICO ZERI

ABECEDARIO PITTORICO

UN GRANDE MAESTRO
INSEGNA A GUARDARE
44 CAPOLAVORI DELL'ARTE

DA GIOTTO AL NOVECENTO

Federico Zeri, scomparso dieci anni fa, storico dell'arte , personaggio caustico, quando era a suo agio era in grado di spargere il suo sapere ai non addetti ai lavori in modo semplice ed intrigante.

In questo libro racconta curiosita', anedotti, retroscena delle opere di 44 artisti, tra cui il mio amatissimo Kandinskij, Chagall, de Chirico, Gauguin, Klee, Modigliani, Monet, Morandi, Picasso, Toulouse-Lautrec, Matisse, Caravaggio e molti altri.

Pur vestendo i panni del divulgatore, non abbandona la sua natura di conoscitore e la sua professione di filologo; ogni opera viene esaminata nelle sue dimensioni esatte e nello stato di conservazione, che quando e' cattivo provoca in lui quasi una punta di  dolore e un disappunto che non sa celare.

Trascina il lettore nel vivo delle ostiche questioni attributive, mette in campo il tema insidioso delle falsificazioni, di difficile risoluzione per chiunque si occupi di pittura.

Ma la questione che appassiona il lettore e' quando Zeri si chiede: chi era l'artista? che cosa raffigura il quadro? che cosa e' accaduto in quel frangente?

L'estate scorsa sono andata al Moma di New York  e tra le tante opere esposte ho potuto ammirare la celebre tela Demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso, uno dei capisaldi di quello  che e' "l'avanguardia storica".

Molti credono che sia un quadro che rappresenti donne della citta' d'Avignone. Non e' cosi'.

Zeri ci spiega che Avignon e' una strada del centro di Barcellona, ancora oggi esistente, nella quale era aperto un famoso postribolo. Picasso rappresenta nella grande tela un gruppo di prostitute che stanno attirando i clienti spogliandosi e mostrando il loro corpo in posizione oscene.

L'autore ci racconta dell'immensita' di Kandinskij senza il quale non avrebbero potuto esistere ne' Burri ne' Fontana, suoi satelliti.

Parla del Caravaggio, pietra miliare della pittura occidentale, della rapidita' con cui avviene la sua evoluzione artistica, della sua figura potente, drammatica e, soprattutto sincera.

Cosa che, aggiunge, raramente avviene nell'arte.

postato da: mary17 alle ore 08:15 | Permalink | commenti (13)
categoria:arte, foto, sentimenti, suggestioni, emozioni