A livello nazionale abbiamo in agenda troppi problemi insoluti: monezza (ubiquitaria!), sicurezza nelle fabbriche, caste di impuniti di ogni ordine e grado, riforma elettorale, ect, ect., che non ci resta modo o voglia di guardare fuori dal nostro cortile.
A livello internazionale, dopo i recenti fatti sanguinosi i riflettori sono puntati su Pakistan e Kenya, la Birmania resta in fase di stallo, sola, allo stremo e rischia seriamente l'oblio.
Il mite popolo birmano aveva atteso a lungo l'occasione per rialzare la testa, a settembre scorso dopo l'impennata dei prezzi di benzina e riso, ci ha provato e noi abbiamo sperato ed incrociato le dita per loro.
Finalmente la rivolta!!!
Confesso che ingenuamente ho sperato in un piccolo spiraglio di luce per loro.
C'e' stato lo sdegno planetario per le immagini terribili delle repressioni che hanno fatto il giro del mondo, anche se Internet e' soggetto a numerose limitazioni.
L'organismo politico delle Nazioni Unite un po' si e' speso, ma ha ottenuto ben poche concessioni, risultati tangibili non ne sono stati prodotti, la cosa non era cosi' prioritaria, in fondo...
I riflettori si sono spenti piano piano, le azioni militari si sono intensificate, molti monasteri sono ostaggi dei soldati armati fino ai denti.
L'Onu a tuttoggi non ha potuto nemmeno fare il conteggio delle vittime, ma tu pensa!
Sembra che l'odio e la rabbia per il trattamento dei monaci e dei civili continui a montare e potrebbe sfociare in nuove tensioni.
Il popolo e' rimasto in perfetto isolamento ad affrontare la dura realta' quotidiana, l'assenza di qualsiasi forma di liberta', lo stato di denutrizione e depressione.
C'e chi spera in una nuova attenzione mediatica, un nuovo rinfocolamento di ribellione potrebbe essere possibile prima delle Olimpiadi di Pechino, annunciate per l'8-8-2008.
Cosi' va il mondo...una sfida alla superstizione delle date e dei numeri...