Il titolo del libro che sto leggendo e' Amazzonia, scritto da Joao Meirelles Filho, ambientalista molto impegnato su questo fronte, dirige l'Istituto Peabiru in Brasile, ha lavorato in Amazzonia in progetti d'insediamento rurale, appoggia la creazione e la sostenibilita' finanziaria di organizzazioni della societa' civile, ha fondato diversi Parchi ecoturistici.
Il libro racconta magistralmente la storia, la geografia, la politica e l'economia del polmone del pianeta; e' un viaggio suggestivo in un mondo affascinante ed incantato che l'uomo sta scelleratamente distruggendo. L'ecosistema mondiale sta gridando vendetta, la questione amazzonica non puo' aspettare a lungo, gli incendi, la deforestazione, i conflitti per il possesso della terra , l'inquinamento dei fiumi e la deprivazione delle popolazioni locali e' urgente. Tanti sono gli interrogativi che Meirelles Filho si pone e tanti sono i quesiti che aspettano una risposta, spetta alla nostra coscienza di abitanti ospiti del pianeta fornirle. Per gli stranieri, sostiene l'ambientalista, l'Amazzonia brasiliana non e' una priorita' anche se e' presente nell'immaginario collettivo dell'umanita' .Eppure, secondo lo scienziato Norman Myers, una medicina su quattro contiene prodotti che, piu' o meno direttamente, provengono da materie prime delle foreste tropicali, ben il 70 per cento delle piante con proprieta' anticancerogene proviene da li'. Il libro e' edito da Corbaccio, all'interno e' corredato da splendide fotografie.
Oggi naturalisti, ambientalisti e scienziati "ecocompatibili" si sentono messi all'angolo, lamentano che le loro discipline non sono centrali sulla scena pubblica o nell'agenda politica. Tuttavia molti prodromi, alcuni anche allarmanti, ci segnalano la nostra ottusita' e presto, volenti o nolenti, anche i governi piu' sordi e restii saranno costretti a sbattere il muso, ad occuparsi finalmente di ambiente e natura, le cenerentole di tutti i problemi che affligono l'umanita'.
Non per vocazione, non per presa di coscienza o per spirito d'avanguardia, ma per impellente neccessita'. La situazione energetica collassata, l'aumento assurdo del prezzo dei cereali, le vertiginose storture di un mercato che distrugge le colture locali e le biodiversita' sono ormai problemi di stringente attualita'.La terra e' da salvare, prima che si prenda la rivincita.
Info:www.peabiru.org.br










