martedì, 15 luglio 2008

porto de galinhas

 

Nel nome, una storia incancellabile, che si vede ancora nei caratteri somatici della sua gente, nella cultura, nelle tradizioni.

A 70 km a sud di Recife, corredata da belle architetture barocche, definita la Venezia del Brasile, si trova Porto de Galinhas, orlata di palme ,mangrovie e noci.

Il piccolo porto si chiama cosi' perche' gli schiavi, detti polli (galinhas), provenienti per lo piu' dall'Angola, continuarono ad esservi sbarcati e venduti vergognosamente ancora per parecchi anni dopo l'abolizione ufficiale della schiavitu'.

E' una meta turistica ricercata piu' dai Brasiliani che dal turismo internazionale e questo la rende piu' autentica; da settembre a marzo le star di Porto de Galinhas sono le tartarughe marine. La specie arriva  sul posto per deporre le uova ed i nidi si trovano tra due aree ben definite, in ogni nido sono depositate circa 120 uova e la nascita dei piccoli avviene durante la sera. Oltre ai luoghi paradisiaci, spiaggie tropicali, mare azzurro e tersissimo, estate infinita, aria festosa e folklore, si possono osservare crostacei particolarissimi, ostriche e granchi di svariate specie.  Il mare e' fantastico, durante la bassa marea vengono a formarsi delle piscine naturali nelle quali si ferma una gran quantita' di pesci colorati. Quando si arriva a Porto si sente subito parlare del mitico baobab gigantesco, si tratta di un albero che ha piu' di 400 anni, situato nel distretto della Madonna di O'. Il baobab ha un significato particolare, fu piantato dagli schiavi ed il suo tronco e' cosi' grande che ci vogliono ben 20 persone per riuscire ad abbracciarlo tutto.

Ci sono stata alcuni anni fa, ho riletto gli appunti di viaggio per consolarmi, qui c'e' stata la tempesta e tempo da lupi, a Passo Falzarego la neve ha imbiancato strade e geranei.

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venerdì, 11 aprile 2008

libri

 

 

Questo il titolo del primo ed unico libro che ho letto di Roberto Cotroneo.

Oltre che critico letterario, l'autore qui e' un papa' che spiega al figlio Francesco di qualche anno, tramite una lunga lettera appassionata, una storia,quella dei libri che piu' ha amato nell'adolescenza.

Inizia spiegandogli qual'e' esattamente il suo lavoro, che consiste nell'esprimere giudizi sui libri che legge; un'esercizio di stile sui libri che non gli piacciono affinche' i lettori non sbaglino nella scelta.

Gli racconta di come sin dai tempi del liceo debba al suo professore comunista, eretico, libertario, il miracolo di molte letture importanti, l'approffondimento della scrittura semplice e chiara, come una ginnastica mentale, un costante esercizio intellettuale. 

Parla in termini semplici della meraviglia della scoperta di una storia di pirati dei mari del Sud ,raccontata nell'Isola del Tesoro di Stevenson, dal sapore esotico e dai colori forti.

E poi del romanzo di formazione per eccellenza, Il giovane Holden di Salinger, un grande libro che sembra scritto in modo semplice: e' la storia di un adolescente trasgressivo alla ricerca disperata di generosita', contro un mondo intollerabile fatto di mediocrita', spacciata per grandezza.

Cotroneo parla al figlio anche delle affascinanti poesie di Eliot, del Soccombente di Thomas Bernhard e, come d'incanto, fa parlare questi personaggi dei libri e delle poesie tra di loro.

Tocca temi suggestivi come l'inquietudine, la trasgressione, la tenerezza, la passione, il talento, in modo lieve e seducente.

Ho trovato chiavi di lettura inedite e piene di appeal.

Si puo' portare con se' al seggio elettorale, casomai ci fosse la coda...visto il maltempo!

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venerdì, 28 marzo 2008

Jorge_Amado

 

 

Quando usci' il romanzo "Dona Flor e i suoi 2 mariti", molti intellettuali non gradirono  questo libro ritenuto d'intrattenimento, perche' Amado, gia' premio Stalin per la Pace, sembrava che abdicasse alla sua vocazione  di intellettuale organico alla sinistra.

E' un libro sognante, ironico, magico; la cornice e' l'incantevole Salvador de Bahia, dalla forte impronta africana, sia come usanze che come costumi.

La storia ha aspetti folkloristici e piccanti, con una stretta connessione tra cibo speziatissimo ed erotismo.

Dona Flor, si chiede:"Perche' si deve sempre aver bisogno di 2 amori, perche' non ci basta averne uno solo nel cuore?"

Lei, giovane e bellissima bahiana, cuoca eccezionale ed amante infuocata, rimasta vedova dell'appassionato marito Vadinho, si risposa con Teodoro, un farmacista benestante e troppo tranquillo, troppo diverso dal defunto coniuge.

La sera prima del matrimonio Vadinho le appare in sogno e la rimprovera duramente per il "tradimento" a suo danno.

Turbata, Flor ricorre allora alle armi della magia e riesce ad ottenere che lui torni in vita solo ed esclusivamte per lei, che riprenda ad amarla con la consueta passione e a trascinarla in sfrenati samba.

Da questo libro ho trascritto molte ricette che Dona Flor con maestria preparava e, portando le materie prime proprio da Bahia, le ho riprodotte con buon successo , anche se la cucina bahiana non e' di tipo ipocalorico! 

Il libro, che mi sono portato in viaggio, ha risentito della fragorosa onda atlantica  che mi ha sorpresa sulla spiaggia, troppo assorta nella lettura: mi ha spiegazzato le pagine ed accartocciato tutta la copertina! 

In compenso, ogni tanto la annuso e mi sembra di risentire il profumo di quel mare, di quei sapori, di quei colori...

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giovedì, 11 ottobre 2007

"Questo non e' un libro di storia.

E' quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi e' attorno: perche' sei stata comunista?

Perche' dici di esserlo? che intendi?

Senza un partito, senza cariche, accanto ad un giornale che non e' il tuo? e' un'illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione?

La vicenda del comunismo e dei comunisti nel Novecento e' finita cosi' malamente che e' impossibile non porsela.

Che e' stato essere un comunista in Italia nel 1943?

Comunista come membro di un partito, non solo come momento di coscienza interiore con il quale si puo' sempre cavarsela.

In questo o in quello io non c'entro!

Comincio dall'interrogare ma senza consultare ne' libri ne' documenti, ma non senza dubbi"

Questa e' Rossana Rossanda, nel suo libro "Una ragazza del secolo scorso", istriana di nascita, scrittrice e giornalista, gia' dirigente dell'allora PCI negli anni in cui dichiararsi comunista, soprattutto per una donna, era una stigmata indelebile.

Venne nominata da Togliatti responsabile della politica culturale negli anni '60, quindi eletta alla Camera dei Deputati.

La sua appartenenza politica pero' non era un limite alla critica nei confronti  del socialimso reale dell'Unione Sovietica e questo le costo' la radiazione dal PCI.

Una vita vissuta intensamente, una profonda cultura, un occhio sempre attento al movimento operaio, al movimento femminista, al cambiamento dei costumi.

Comunque la si pensi, una vita spesa con passione, con entusiasmo incantevole.

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lunedì, 08 ottobre 2007

Nell'orrendo e desolante panorama dei programmi televisivi c'e' una stella che brilla di luce propria: la Gabanelli, bravissima, tenace, coriacea, venerata icona del giornalismo d'inchiesta, indicata dai piu' come modello.

E' un virtuoso esempio di giornalismo che non concede sconti a nessuno, infatti sostiene di avere lo stesso numero di pressioni sia sotto il governo Berlusconi che sotto quello di Prodi, bipartisan quindi.

La sua scelta di essere freelance forse le garantisce piu' liberta', in ogni caso l'ufficio legale della Rai lavora a pieno ritmo.

Incredibile ma vero, dichiara di non aver perso nessuna causa, anche se ne ha una ventina in corso che la tengono sulla corda.

L'informazione e' cosi' malata, pigra, manipolata al punto che basta ci sia qualcuno che abbia un po' di coraggio in piu', sappia osare mettere il naso dentro alle Ferrovie dello Stato, alle fusioni bancarie, al finanziamento dei giornali di partito, che risulta un paladino senza macchia, esempio di virtu' immacolata. 

E ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, le donne dimostrano di essere piu' brave, meno servili, meno attaccate al potere derivante dal consenso, dall'omologazione.

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venerdì, 21 settembre 2007

 

pordenone    

Nella mia citta' da oggi inizia la kermesse letteraria denominata "Pordenonelegge.it " di cui, chi e' interessato o si trova in zona ,puo' aver maggiori notizie digitando l'omonimo sito.

Non puo' competere con la  suggestiva Basilica di Massenzio che a Roma ospita Letterature, ne' con la fascinosa e rinascimentale Mantova dove ha sede Festivaletteratura, ma, nel suo piccolo, si da' da fare.

Gli ospiti sono di calibro internazionale e nazionale di spicco, ci saranno readings, e' prevista una lectio magistralis sull'amore per il romanzo.

Gli autori incontreranno i   ragazzi delle scuole in vari luoghi della citta' sul tema dei sentimenti.

Interveranno, sui grandi nodi contemporanei, Gian Antonio Stella, Marco Travaglio ed altri nomi del giornalismo.

Teatro e narrativa si incontrano al Teatro Verdi, da un anno restaurato, con letture di Vincenzo Cerami e di Valeria Parrella.

Eppoi ancora altre interessanti iniziative, da non perdere!!!

Buon week-end!!!!!  

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martedì, 11 settembre 2007

Eh si..."On the road" ha compiuto alcuni gg. fa mezzo secolo dalla sua pubblicazione, e' stato un oggetto di culto della Beat Generation, la sua ricorrenza viene celebrata negli Usa con una serie di eventi, cominciando con una nuova edizione dell'opera, senza alcuna censura, pare.

L'edizione del cinquantenario, senza purga, contiene piu' sesso esplicito, parla di droga, omosessualita', misoginia, le parolacce non sono messe al bando.

Simbolo di liberazione e di rottura dei costumi sociali, dell'idea del viaggio come ricerca di nuovi orizzonti e di se' stessi, continua a vendere, nonostante l'eta' , molte copie e  la cifra e' destinata a salire vorticosamente.

Il libro verra' ricordato anche con mostre, conferenze, letture e un film prodotto da Francis Ford Coppola destinato a rinfocolare il mito.

L'evento clou in onore del cult-book sara' a novembre, alla Public Library di Ny, verra' presentato il manoscritto originale che Keruoac aveva scritto su di una carta ad uso stampante ante litteram; sara' accompagnato da inediti e da numerose fotografie mai viste prima.

Fino ad oggi ha venduto la bellezza di 3 milioni di copie, e' studiato nelle scuole ed ha trovato posto nelle antologie di letteratura inglese.

E' stato capace di intercettare il senso di alienazione, l'inquietudine, l'insoddisfazione di molte generazioni e tante altre sono pronte a dargli credito.

new york 07 012

New York, agosto 07

Public Library

 

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sabato, 08 settembre 2007

manhattan

Le luci di Broadway, l'opulenza della Fith Avenue, i grattacieli da torcicollo, che per fotografarli non sai mai da che prospettiva prenderli, i miliardi della sfarzosa Wall Street vista milioni di volte alla tv e la sensazione di essere sempre e comunque al centro del mondo, in una location cinematografica, scopri qua e li' cose gia' viste...in una sequenza di un film, in uno spot pubblicitario.

A volte hai l'impressione di essere Alice nel Paese delle meraviglie e sgrani gli occhi stupita.

Pero', come ho gia' detto, c'e' Paradiso ed Inferno accomunati, concentrato di tutti i difetti e di tutti i pregi che possono caratterizzare una metropoli di queste dimensioni, che non dorme mai, cantava Sinatra.

NYC si muove al ritmo di un'incredibile polifonia culturale: i gospel di Harlem unici e suggestivi si contrappongono alle processioni di Little Italy che hanno la Cattedrale di S. Patrizio come riferimento religioso.

Poi ci sono le feste per il Capodanno cinese, la grande parata del Columbus Day, il Thanksgivin , le sfilate irlandesi e quelle dei portoricani, la colorita Little Brazil, il quartiere coreano che si espande sempre di piu' e vende cibi praticamente di plastica a prezzi stracciati.

Gli indigeni, i newyorkesi, costituiscono infatti un coloratissimo esercito umano in cui militano un po' tutti, dagli yuppies ( dai 17 ai 25 anni per lo piu' figli di miliardari) ai vecchietti eccentrici, alle signore dell'alta' societa' agli impiegati, passando per i gruppi di teenagers vestiti all'ultima moda, trendy, quelli che fanno tendenza, le cui foggie arrivano da noi dopo qualche tempo.

La Big Apple, come questa citta' veniva chiamata dai talentuosi musicisti colored che emigravano dal Sud per venirsi ad esibire nei locali di Harlem, e' un affascinante calderone, un mix di razze, di usi e costumi.

Siamo andati al Central Park proprio di sabato, caso vuole, e quello che si puo'vedere sembra un film:coloratissimi marciatori, anziani corredati da una fascia con il cardiofrequenzimetro e 5-6 bottigliette di polivitamici e bevande energizzanti di ogni tipo dai colori improbabili, gatti sullo skateboard, mamme che corrono di gran lena trascinando la carrozzina o il passeggino, cani di ogni razza agghindati con abbigliamento sportivo griffato, mezzi di locomozione stravaganti che piu' di cosi' non si puo'.

Al limitare del parco c'e' il South Dakota Residence, abitato dal grande Lennon, un fan impazzito lo uccise proprio all'uscita di casa..

A suo ricordo c'e' un grande mosaico bianco e nero, a significare che le 2 razze devono convivere pacificamente, dove i fan quotidianamente depongono fiori, poesie, una vecchia chitarra e...anche qualche lacrima..

A me e' piacuto molto Soho ed il Village, ricorda la Ny ottocentesca, ricca di glamour ed atmosfera retro', solo che abitare li'e' proibitivo, off limits per le persone normali.

Un modo di uscire dalla selva dei grattacieli e dare uno sguardo esterno alla citta' e' quello di imbarcarsi su uno dei numerosi battelli che navigano intorno all'isola di Manhattan, si puo' vedere Miss Liberty, Ellis Island, Staten Island, la vista e' spettacolare.

Poi non deve mancare la vista dello skyline dall'alto, dopo la falcidiazione delle Twin Towers l'alternativa e' l'Empire State Building, lo spettacolo e' veramente mozzafiato!!!!! 

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giovedì, 06 settembre 2007

Xochimilco

 

Citta' del Messico e' una megalopoli pazzesca, oltre 23 milioni di abitanti, ed e' il prodotto di uno scontro tra 2 culture che si verifico' quando i conquistadores spagnoli sconfissero gli aztechi nel 1521.

La leggenda narra che gli aztechi vagarono per 300 anni in cerca di un giusto sito dove costrire la citta': una profezia voleva che fosse dove avessero visto un'aquila appollaiata sopra un cactus, intenta a divorare un serpente.

Questa immagine, raffigurata anche sulla bandiera nazionale, fu vista sull'isola di un lago, che divento' la sede della citta', anticamente denominata Tenochtitlan.

Di una citta' costruita su di un lago si vedono gli effetti anche oggigiorno, spesso la metropolitana e' allagata, la cattedrale e' sprofondata nei secoli di 1,70 m. e, visto che la zona e' sismica, le costruzioni sono basse e apparentemente non sembra di vivere in una megalopoli.

Negli anni 90 i problemi interni si sono aggravati con la ribellione armata dello stato del Chiapas, la cui situazione, tra repressioni e negoziazioni, resta tuttora irrisolta.

Il presidente in carica, Felipe Calderon, e' contestatissimo perche' al governo con brogli elettorali di ogni tipo.

Ad agosto nella Plaza de la Costitucion, lo Zocalo, abbiamo assistito ad una grande manifestazione contro di lui, la nostra guida turistica ci diceva che c'e' la possibilita' concreta che venga destituito, gli striscioni contro di lui contestavano la sua legittimita'.

Nonostante tutto la citta' e' vivace e ricca di iniziative culturali, nei suoi dintorni ci sono siti archeologici di notevole interesse, gli scavi sono sempre in progress, ma mancano i soldi, le priorita' sono altre: prevenzione sanitaria,istruzione, viabilita', ect ect.

Quello che resta del lago dove e' stata costruita la citta' lo potete vedere nella foto sopra: la cittadina di Xochimilco.

Conosciuta come "il luogo dei campi in fiore", un tempo era un villaggio sul lago, oggi e' l'unica parte  ad avere ancora canali e giardini semigalleggianti di piante e fiori, costruti dagli aztechi.

E' una delizia, si possono affittare delle barche ricoperte di fiori e, tra i salici,intrattenuti dai mariachi, godere di una bella atmosfera, lontani dal caos cittadino!!!!

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martedì, 04 settembre 2007

Eh si....sono tornata, tornata dall'Inferno e dal Paradiso, consentitemi l'espressione!

Gia', perche' in Messico ho visto anche l'estrema poverta' e a New York l'estrema opulenza, il consumismo accecante ed esibito, folgorante ed ammicante, nonostante anche li' ci siano gli homeless che vivono praticamente dei rifiuti dei ricchi, degli hamburger formato maxi cestinati da chi ha mangiato fino allo sfinimento.

Ma il Messico non e' solo poverta', ha una cultura millenaria alle spalle, pietre scolpite magistralmente che testimoniano nel tempo la grandezza di civilta' che furono.

Abbiamo visitato 3 regioni significative per quanto riguarda i templi del passato: Messico (oltre che capitale e' anche l'omonima regione), Chiapas, Yucatan.

La struttura sociale remota anche li' era di tipo verticistico, alla cui sommita' vi erano i sacerdoti, depositari di conoscenze astronomiche e matematiche, gli unici che potessero legittimare il potere politico dell'aristocrazia nobiliare.

Erano gli interpreti di una specie di monoteismo filosofico popolato da Itzamna', divina creatrice, e da una molteplicita' di dei attraverso i quali si manifestava.

Solo nel periodo post-classico si impose il politeismo pagano con nuove divinita' guerriere, sull'esempio degli Aztechi, considerati da tutti i piu' spietati sanguinari, che praticavano il sacrificio umano con piu' ferocia.

I Maya sacrificavano  schiavi e nemici prigionieri sugli altari sacrificali oppure gettandoli nei cenotes, laghi sotterranei o affioranti in superficie, presenti nelle terre carsiche dello Yucatan.

Il Chiapas, oltre ad essere considerato a pieno titolo il polmone del Messico offre al turista lo spettacolo della natura, vegetazione lussureggiante, cascate mozzafiato, canjon stupefacenti,villaggi di indigeni che lavorano terreni impervi solo manualmente, senza l'aiuto di animali o macchine agricole di alcuna sorta..

Abbiamo visitato piccoli villaggi dove l'analfabetismo raggiunge picchi anche del 60 per cento della popolazione ( nel Paese e' del 35 per cento), dove abbiamo potuto assistere a cerimonie di sincretismo religioso.....impressionanti !!!!!

Venivano sacrificate galline ed il santone imponeva delle uova sulla fronte dei neonati per sconfiggere il malocchio!!!!

Il sub-comandante Marcos, portavoce dei poveri contadini derelitti sfruttati in maniera vergognosa, rappresenta per molti un mito, anche se da noi viene criticato per un comportamento non molto adamantino.

Comandante e' il popolo-proclama lui-io che ne sono il portavoce sono il sub-comandante!

Tante altri fatti si affastellano nella mente e nei ricordi nitidissimi....ma il tempo e' tiranno...devo andare, alla prossima!!!!!  

 

 

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