lunedì, 04 agosto 2008

in volo sul gran sasso

 

L' essere umano e' nomade per natura, tutta la cultura umana e' meticcia,anche se oggi, a causa del ritorno esacerbato delle frontiere e dei nomadismi, prevale l'idea che ciascuno di noi debba appartenere ad un mondo chiuso.

Il viaggio e' l'incontro con gli altri, la scoperta della magia di altri costumi e tradizioni, la critica dell'egoismo e della spietatezza degli uomini, e' perdersi all'incanto di terre e culture sconosciute in un approccio profondo, intimo; e' la speranza di un'esistenza in armonia con l'universo che ci circonda.

 

buone vacanze!

 

A tutti coloro che le devono fare... buona permanenza a chi resta!

Spero di rivedervi a settembre!

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giovedì, 19 giugno 2008

gita al faro giugno 07

Bibione (VE), il faro

I fari sono spesso percepiti come stati d'animo.

Virgina Woolf docet, con le suggestioni delle metafore contenute nel suo libro "Gita al faro". Da tempo, dopo il loro progressivo abbandono, sono diventati paradisi con le loro solitudini e le loro oasi di quiete, lontani dal clamore dei vocianti turisti estivi che affollano le spiagge.

L'automatizzazione ha preso il loro posto e cosi' lascia intatta la loro bellezza e la loro eleganza, anche se essenziale e semplice.

Come il faro di Bibione, piccolo, dotato di torretta sobria, non imponente come quello della Vittoria di Trieste, sentinella che, dall'altura, guarda altera il mare color turchese. E' stato costruito ad inizio del Novecento alla foce del fiume Tagliamento, dove Bibione incontra Lignano. Fuori stagione e' un'incanto per la pineta marittima da cui e' circondato e, in primavera, per la vegetazione spontanea profumata e sorprendente. Ci si arriva dalla battigia oppure attraversando un sentiero alberato.

E' stato ed e' testimone di infiniti incontri notturni di adolescenti e non, di baci roventi, falo' sulla spiaggia, discussioni interminabili, bevute tra amici, cori di canzoni accompagnate dalla chitarra. Se le sue mura potessero parlare...ah!...ne  uscirebbe un libro altrettanto intrigante di quello della Woolf!

 

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giovedì, 12 giugno 2008

LA RELIGIONE DELL'AMORE

Miracolo della natura! Una gazzella velata indica un giuggiolo

e sbatte le ciglia.

Il suo pascolo giace tra le costole e le interiora, miracolo, un

giardino in mezzo alle fiamme.

Il mio cuore puo' assumere ogni foggia:pascolo per le gazzelle,

convento per i monaci.

Tempio degli idoli, Caaba dei pellegrini, tavole della Tora',

esemplare del Corano.

Credo nella religione dell'amore ovunque si dirigono i suoi

destrieri, poiche' l'amore e' la mia religione e la mia fede.

IBN' ARABI

smack

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mercoledì, 21 maggio 2008
berlinguer

Enrico Berlinguer

(25/5/ 1922 - 11/06/1984)

"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi puo' essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicita'.

La lotta per questo obiettivo e' una prova che puo' riempire degnamente una vita"

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categoria:citazioni, politica, sentimenti
martedì, 22 aprile 2008

Il cammino che porta alla felicita'

Il regista di questo film e' lo stesso di "Lanterne rosse", Zhang Yimou; qui raconta un'altra toccante ed intensa storia di sentimenti sospesi, dal lungo percorso, resa piu' indelebile da una splendida fotografia che dipinge le stagioni ed i paesaggi, vividi, evocativi, di una landa remota del Nord della Cina.

Un uomo d'affari, alla morte del padre, un maestro che ha insegnato per 40 anni in uno sperduto villaggio, fa ritorno al luogo natio per rendergli omaggio.

Al suo arrivo c'e' ad attenderlo, con il fardello colmo di ricordi indimenticabili, la madre affranta.

Per il marito amatissimo non desidera altro che una sepoltura degna dell'antica tradizione cinese, con decine e decine di accompagnatori, assoldati allo scopo, lungo un percorso che celebra il rispetto della persona che fu, un uomo probo che dedico' la sua  vita all'amore indiscusso per la moglie ed il figlio e all'insegnamento in una landa speduta, battuta dai venti e dalle solitudini.

Mai prima di lui c'era stato un insegnante, la popolazione gli tributa gli onori che una persona speciale merita, una persona sorretta da un amore che non conosce confini.

Secondo il mio personalissimo parere e' un film che incontra il favore ( e le lacrime!!!) di un'audience preferibilmente femminile, i tempi lunghi ed i sentimenti enfatizzati non si attagliano sempre al pubblico maschile.

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martedì, 08 aprile 2008
Frida Kahlo

Il film, vincitore di 2 premi Oscar, racconta la vita tomentata, gli amori e le passioni di Frida Kahlo, pittrice messicana (1907-1954).

Una vita segnata dalla sofferenza a causa di un incidente stradale che la costringe ad una prolungata immobilita', la terapia riabilitativa lunga e faticosa ed un carattere indipendente, indomito, ma anche fragile,quasi le contraddizioni di una donna d'oggi.

L'incontro con Diego Rivera, il "compagno comunista", due matrimoni falliti alle spalle, maturo pittore con cui avra' un incontro fulminante.Lo interpella per chiedere un consiglio spassionato sul suo talento e gli lascia una tela considerata la sua migliore, lui la valuta come un buon lavoro. La usa come modella per il grande murales al Palazzo Nazionale di Citta' del Messico. Da mentore diventa marito; la relazione e' turbolenta, ci sono le relazioni extra-matrimoniali di lui, la bisessualita' di lei.C'e' il momento di massimo fulgore, quando si recheranno a "Gringolandia", ovvero New York, patria della forza, del potere, la maestosita' che stride con la poverta' estrema del Messico. Lui  conquistera' la citta', dipingera' l'atrio del Rockfeller Center, simbolo del potere. Ma il pittore comunista dipingera' anche il ritratto di Lenin, cosa intollerabile, i rapporti col comittente si rompono, la polemica appassiona gli animi, quindi la decisione quasi obbligata di tornare in Messico. 

Il ritorno in patria e' doloroso, il marito la tradira' anche con la sorella,avranno rapporti illeciti e controversi con il leader russo Trotzky. La malattia sara' sempre piu' pervasiva contringendola al progressivo allettamento, finche' la morte sara' quasi liberatoria.

Il film e' davvero commovente, narra i segreti di una donna rivoluzionaria, sia nel campo dell'arte che della sensibilita' e della politica.

A me personalmente non piacciono molto i suoi dipinti, cosi' naif e grondanti di sangue, cateteri, protesi, cicatrici.

Ho visto ed apprezzato l'estate scorsa a Citta' del Messico i grandiosi murales che ci sono al Palazzo Nazionale, dove  Diego Rivera ha illustrato in maniera eloquente ed illuminante la storia di un Nazione, lo sfruttamento dei contadini, lo strapotere della Chiesa e dei nobili.

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categoria:viaggi, cinema, arte, foto, sentimenti, messico
venerdì, 21 marzo 2008

Verso l

Verso l'alto-Kandinskij

 

FEDERICO ZERI

ABECEDARIO PITTORICO

UN GRANDE MAESTRO
INSEGNA A GUARDARE
44 CAPOLAVORI DELL'ARTE

DA GIOTTO AL NOVECENTO

Federico Zeri, scomparso dieci anni fa, storico dell'arte , personaggio caustico, quando era a suo agio era in grado di spargere il suo sapere ai non addetti ai lavori in modo semplice ed intrigante.

In questo libro racconta curiosita', anedotti, retroscena delle opere di 44 artisti, tra cui il mio amatissimo Kandinskij, Chagall, de Chirico, Gauguin, Klee, Modigliani, Monet, Morandi, Picasso, Toulouse-Lautrec, Matisse, Caravaggio e molti altri.

Pur vestendo i panni del divulgatore, non abbandona la sua natura di conoscitore e la sua professione di filologo; ogni opera viene esaminata nelle sue dimensioni esatte e nello stato di conservazione, che quando e' cattivo provoca in lui quasi una punta di  dolore e un disappunto che non sa celare.

Trascina il lettore nel vivo delle ostiche questioni attributive, mette in campo il tema insidioso delle falsificazioni, di difficile risoluzione per chiunque si occupi di pittura.

Ma la questione che appassiona il lettore e' quando Zeri si chiede: chi era l'artista? che cosa raffigura il quadro? che cosa e' accaduto in quel frangente?

L'estate scorsa sono andata al Moma di New York  e tra le tante opere esposte ho potuto ammirare la celebre tela Demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso, uno dei capisaldi di quello  che e' "l'avanguardia storica".

Molti credono che sia un quadro che rappresenti donne della citta' d'Avignone. Non e' cosi'.

Zeri ci spiega che Avignon e' una strada del centro di Barcellona, ancora oggi esistente, nella quale era aperto un famoso postribolo. Picasso rappresenta nella grande tela un gruppo di prostitute che stanno attirando i clienti spogliandosi e mostrando il loro corpo in posizione oscene.

L'autore ci racconta dell'immensita' di Kandinskij senza il quale non avrebbero potuto esistere ne' Burri ne' Fontana, suoi satelliti.

Parla del Caravaggio, pietra miliare della pittura occidentale, della rapidita' con cui avviene la sua evoluzione artistica, della sua figura potente, drammatica e, soprattutto sincera.

Cosa che, aggiunge, raramente avviene nell'arte.

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categoria:arte, foto, sentimenti, suggestioni, emozioni
giovedì, 06 marzo 2008

lilium

 

 

 

GEISHA, NO GEISHA

GIAPPONE  TERZO MILLENNIO



CALENDIDONNA08

Udine Porta a Oriente

Si inaugura con la V edizione

di Calendidonna 2008:

lettere, arti e scienze al femminile

Dal 4 all'8 marzo

incontri, mostre, spettacoli,

film, laboratori sul Giappone

della tradizione e

della trasgressione.

Calendidonna ospita inoltre in anteprima assoluta la presentazione di No geisha-otto modi di essere donna nel Giappone di oggi (Mondadori, 2008), l'antologia che raccoglie i racconti di otto scrittrici nipponiche tradotti per la prima volta in Italia, capaci di restituire una femminilita' ricca di sfumature, con un occhio di riguardo all'eros, ma anche al senso di maternita', gli affetti, la perversione, la morte.

A dialogare con queste protagoniste ci sara' una delle massime esperte italiane della cultura del Sol Levante,la scrittrice Renata Pisu , accompagnata da altri giornalisti.

Maggiori informazioni sul sito: www.cssudine.it

Assessorato alla Cultura del Comune di Udine

tel: 0432/414714

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categoria:cinema, letture, eventi, foto, sentimenti, informazione
venerdì, 22 febbraio 2008

Milena Agus, insegnante di italiano in un Istituto Tecnico di Cagliari, e' diventata suo malgrado una celebrita'. E' una donna dai colori mediterranei, schiva e timida che parla sottovoce, veste sottotono e pare una che sa ascoltare gli altri. Dice che da quando il successo del suo libro "Mal di pietre" l'ha travolta, la sua vita ha subito scosse telluriche, anche se i suoi allievi non sanno nulla di questa sua seconda identita'.Questo e' il suo secondo romanzo, l'opera prima e' "Mentre dorme il pescecane", che devo ancora leggere. Il libro racconta la storia di una nonna, una vecchia sarda illetterata, della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori.Tutto questo le capita un po' in tirardo, quando ormai non ci sperava piu', nella Cagliari del '43.La sua famiglia ospita un uomo che si sdebita sposandola , ma non e' ancora l'amore vero, quello a lungo agognato.Ma, dietro l'angolo, in seguito ad un viaggio in Continente, durante una cura termale per guarire dal "mal di pietre", colorito modo per definire i calcoli renali,l'inaspettato, vagheggiato, sognato amore si presenta...L'incanto della storia e' la sua semplicita', una semplicita' sofisticata, non facile da raggiungere, il cui effetto e' magico, resta a lungo nella memoria. In questi giorni e' uscito anche"Ali di babbo", sempre per la piccola casa editrice Nottetempo.

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categoria:libri, sentimenti, viaggi dellanima
venerdì, 25 gennaio 2008

Ho un amico che si occupa di libri e sostiene che lui e' il miglior scrittore vivente, senza se e senza ma.

Philip Roth, scrittore ebreo americano e' inviso dall'establishment ebraico newyorkese perche'e' molto irriverente , non ne capisce l' ossessione per l'ortodossia, gli arretrati tabu' di natura sessuale, i riti.

Sollecitata dal mio amico ho letto tutti i suoi libri; Roth  e' molto amato dal pubblico femminile perche' le donne le conosce molto bene ed ha l'induscusso glamour della raffinata cultura.

L'ultimo libro che ho letto in ordine di tempo e' Everyman, dove l'autore parla della vecchiaia come un massacro, la bellezza oltraggiata, il desiderio reso impotente, il corpo arrendersi ad ogni sofferenza e al piu' irrevocabile declino.

Le prime e le ultime pagine ci mettono difronte ad un cimitero ebraico in stato di semi- abbandono, dove sono finiti i genitori del protagonista e dove finira' lui stesso.

L'ironia e la comicita' presente in tanti suoi libri sono irrimediabilmente scomparse, non trovano spazio in questo resoconto di una sconfitta.

La copertina del libro e' totalmente nera, inquietante, funerea.

Non fatevi impressionare, lui e' un grande che sa toccare gli abissi della psicologia umana, le profondita' ultime della vita e della morte con apparente leggerezza.

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categoria:libri, vita, sentimenti