
Le luci di Broadway, l'opulenza della Fith Avenue, i grattacieli da torcicollo, che per fotografarli non sai mai da che prospettiva prenderli, i miliardi della sfarzosa Wall Street vista milioni di volte alla tv e la sensazione di essere sempre e comunque al centro del mondo, in una location cinematografica, scopri qua e li' cose gia' viste...in una sequenza di un film, in uno spot pubblicitario.
A volte hai l'impressione di essere Alice nel Paese delle meraviglie e sgrani gli occhi stupita.
Pero', come ho gia' detto, c'e' Paradiso ed Inferno accomunati, concentrato di tutti i difetti e di tutti i pregi che possono caratterizzare una metropoli di queste dimensioni, che non dorme mai, cantava Sinatra.
NYC si muove al ritmo di un'incredibile polifonia culturale: i gospel di Harlem unici e suggestivi si contrappongono alle processioni di Little Italy che hanno la Cattedrale di S. Patrizio come riferimento religioso.
Poi ci sono le feste per il Capodanno cinese, la grande parata del Columbus Day, il Thanksgivin , le sfilate irlandesi e quelle dei portoricani, la colorita Little Brazil, il quartiere coreano che si espande sempre di piu' e vende cibi praticamente di plastica a prezzi stracciati.
Gli indigeni, i newyorkesi, costituiscono infatti un coloratissimo esercito umano in cui militano un po' tutti, dagli yuppies ( dai 17 ai 25 anni per lo piu' figli di miliardari) ai vecchietti eccentrici, alle signore dell'alta' societa' agli impiegati, passando per i gruppi di teenagers vestiti all'ultima moda, trendy, quelli che fanno tendenza, le cui foggie arrivano da noi dopo qualche tempo.
La Big Apple, come questa citta' veniva chiamata dai talentuosi musicisti colored che emigravano dal Sud per venirsi ad esibire nei locali di Harlem, e' un affascinante calderone, un mix di razze, di usi e costumi.
Siamo andati al Central Park proprio di sabato, caso vuole, e quello che si puo'vedere sembra un film:coloratissimi marciatori, anziani corredati da una fascia con il cardiofrequenzimetro e 5-6 bottigliette di polivitamici e bevande energizzanti di ogni tipo dai colori improbabili, gatti sullo skateboard, mamme che corrono di gran lena trascinando la carrozzina o il passeggino, cani di ogni razza agghindati con abbigliamento sportivo griffato, mezzi di locomozione stravaganti che piu' di cosi' non si puo'.
Al limitare del parco c'e' il South Dakota Residence, abitato dal grande Lennon, un fan impazzito lo uccise proprio all'uscita di casa..
A suo ricordo c'e' un grande mosaico bianco e nero, a significare che le 2 razze devono convivere pacificamente, dove i fan quotidianamente depongono fiori, poesie, una vecchia chitarra e...anche qualche lacrima..
A me e' piacuto molto Soho ed il Village, ricorda la Ny ottocentesca, ricca di glamour ed atmosfera retro', solo che abitare li'e' proibitivo, off limits per le persone normali.
Un modo di uscire dalla selva dei grattacieli e dare uno sguardo esterno alla citta' e' quello di imbarcarsi su uno dei numerosi battelli che navigano intorno all'isola di Manhattan, si puo' vedere Miss Liberty, Ellis Island, Staten Island, la vista e' spettacolare.
Poi non deve mancare la vista dello skyline dall'alto, dopo la falcidiazione delle Twin Towers l'alternativa e' l'Empire State Building, lo spettacolo e' veramente mozzafiato!!!!!