venerdì, 25 luglio 2008

Sior Todero, protagonista della commedia di Carlo Goldoni, e' un vecchio burbero, avaro all'inverosimile, che tiene in pugno, sottomessi al suo dominio implacabile, familiari e servitu' ossequiosi.

Piega sempre e comunque ogni evento a suo vantaggio, soprattutto economico, e si spinge fino a predisporre le nozze della nipote riottosa col figlio del suo fattore. Due piccioni con una fava:niente esborso di quattrini per la dote e un servo gratis in famiglia.

Le angherie piu' bieche riservate dal vecchio despota  brontolone sono a carico del pavido figlio Pellegrin , uomo di scarsa personalita', assertivo e codardo, che, per non contraddire il padre se ne lava le mani, limitandosi a dire"mi no so gnente!"

La moglie di Pellegrin, la nuora Marcolina, e' di tutt'altra pasta, donna coriacea, di carattere, e non si accontenta certo che la figlia Zanetta sposi Nicoletto, figlio di Desiderio, fattore di Todero (che ruba a sua insaputa). 

Gregorio, il servitore, e' l'unico che, a testa alta, non si lascia intimorire dalle invettive dell'orrendo padrone e si prende il gusto e la rivincita di burlarsi di lui.

Marcolina trama alle spalle del vecchio per maritare la figlia al gentiluomo Meneghetto, aiutata in questo dalla "zermana" di lui, Fortunata. Si prodiga in tutti i modi affinche' Cecilia, sua cameriera, si sposi con Nicoletto, del quale peraltro e' segretamente innamorata. L'opera si ricomposizione del puzzle degli amori e degli averi e' cosi' completata.

Le comari, come sempre nel teatro di Goldoni, loquaci, scaltre e strategiche, raggiungono il loro scopo lasciando con un palmo di naso il vecchio Sior Todero brontolon.

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mercoledì, 07 maggio 2008

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Ca' Venier dei Leoni

Sul Canal Grande, a Venezia, s'affaccia Palazzo Venier dei Leoni, per 30 anni abitazione veneziana  della collezionista e mecenate americana Peggy Guggenheim; dopo la sua morte, nel 1979, l'edificio e' passato, assieme alle opere d'arte, alla Salomon R. Guggenheim Foundation di Ny . La sistemazione delle opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece, sono presenti sculture di vario genere e le tombe dei suoi amatissimi cagnolini, dai nomi sorprendenti (Hong Kong, Cappuccino, Pegeen, in onore della figlia).

Sessant'anni fa, nella primavera del 1948, l'eccentrica, scandalosa, insicura Peggy sbarcava in laguna e Venezia le rende omaggio.

Il Museo Guggenheim e' delizioso ed e' considerato uno dei piu' importanti musei d'arte contemporanea in Italia.

Nel 1948 la Guggenheim acquisto' per 60 mila dollari Ca' Venier, un'edificio  incompiuto, gia' proprieta' di nobildonne stravaganti almeno quanto lei, e subito i gossip fiorirono,  era troppo cosmopolita e disinibita per la Venezia di allora.

Peggy era una musa inquietante, dall'abbigliamento coloratissimo e catalizzante, stravagante nei modi, si annoiava facilmente e per sedare la voglia intensa di vita faceva lunghi viaggi: Tibet, India, Giappone.

Ogni personalita' di spicco, in visita a Venezia, passava da lei: De Chirico, Miro', Henry Moore, Chagall, Cocteau, Montale, Tenessee Williams, Stravinskij e altri ancora.

Le opere contenute nella casa -museo sono di  tanti artisti importanti, tra gli altri Kandinskij, Piet Mondrian, Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Miro', Magritte, Picasso, De Chirico, Pollok. 

Peggy e' stata descritta come una pessima madre, indifferente, egocentrica, temibile cuoca,  indomabile, di cattivo carattere; del resto e' risaputo che le persone di carattere hanno sempre un pessimo carattere.

Le fotografie che la ritraggono parlano per lei, occhiali da sole bizzarri piu' grandi del suo volto, abiti pazzeschi, circondata dai suoi cani razza tibetana lhasa apso, tra sculture africane, lampadari ed oggetti d'arte che precorrono i tempi.

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