
Ca' Venier dei Leoni
Sul Canal Grande, a Venezia, s'affaccia Palazzo Venier dei Leoni, per 30 anni abitazione veneziana della collezionista e mecenate americana Peggy Guggenheim; dopo la sua morte, nel 1979, l'edificio e' passato, assieme alle opere d'arte, alla Salomon R. Guggenheim Foundation di Ny . La sistemazione delle opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece, sono presenti sculture di vario genere e le tombe dei suoi amatissimi cagnolini, dai nomi sorprendenti (Hong Kong, Cappuccino, Pegeen, in onore della figlia).
Sessant'anni fa, nella primavera del 1948, l'eccentrica, scandalosa, insicura Peggy sbarcava in laguna e Venezia le rende omaggio.
Il Museo Guggenheim e' delizioso ed e' considerato uno dei piu' importanti musei d'arte contemporanea in Italia.
Nel 1948 la Guggenheim acquisto' per 60 mila dollari Ca' Venier, un'edificio incompiuto, gia' proprieta' di nobildonne stravaganti almeno quanto lei, e subito i gossip fiorirono, era troppo cosmopolita e disinibita per la Venezia di allora.
Peggy era una musa inquietante, dall'abbigliamento coloratissimo e catalizzante, stravagante nei modi, si annoiava facilmente e per sedare la voglia intensa di vita faceva lunghi viaggi: Tibet, India, Giappone.
Ogni personalita' di spicco, in visita a Venezia, passava da lei: De Chirico, Miro', Henry Moore, Chagall, Cocteau, Montale, Tenessee Williams, Stravinskij e altri ancora.
Le opere contenute nella casa -museo sono di tanti artisti importanti, tra gli altri Kandinskij, Piet Mondrian, Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Miro', Magritte, Picasso, De Chirico, Pollok.
Peggy e' stata descritta come una pessima madre, indifferente, egocentrica, temibile cuoca, indomabile, di cattivo carattere; del resto e' risaputo che le persone di carattere hanno sempre un pessimo carattere.
Le fotografie che la ritraggono parlano per lei, occhiali da sole bizzarri piu' grandi del suo volto, abiti pazzeschi, circondata dai suoi cani razza tibetana lhasa apso, tra sculture africane, lampadari ed oggetti d'arte che precorrono i tempi.