lunedì, 04 agosto 2008

in volo sul gran sasso

 

L' essere umano e' nomade per natura, tutta la cultura umana e' meticcia,anche se oggi, a causa del ritorno esacerbato delle frontiere e dei nomadismi, prevale l'idea che ciascuno di noi debba appartenere ad un mondo chiuso.

Il viaggio e' l'incontro con gli altri, la scoperta della magia di altri costumi e tradizioni, la critica dell'egoismo e della spietatezza degli uomini, e' perdersi all'incanto di terre e culture sconosciute in un approccio profondo, intimo; e' la speranza di un'esistenza in armonia con l'universo che ci circonda.

 

buone vacanze!

 

A tutti coloro che le devono fare... buona permanenza a chi resta!

Spero di rivedervi a settembre!

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martedì, 27 maggio 2008

 Afghanistan, regime post-talebano, il colore predominante e' il grigio: scheletri allucinanti di case bombardate, rovine , macerie ovunque, gente allo stremo. La guerra e' terribile per tutti, ma per le giovani donne, i bambini e gli anziani lo e' ancora di piu'. Hanno sopportato avversita' di ogni genere, il regime talebano  ha costretto le giovani all'analfabetismo, ogni possibilita' di emancipazione e' stata reclusa, ingabbiata ogni speranza. Un esercito di madri con figli ammalati senza medicine, prive del latte materno per l'indigenza e la fame disperante.

Bambine costrette a coprirsi il viso, a portare sempre il velo per strada, oppure mettere il dito in bocca per camuffare la voce e poter sembrare maschi.Tuttavia c'e' un afflato di speranza, dopo la caduta della dittatura soffocante la scuola e' stata riaperta e c'e' chi sogna, nonostante tutto, un futuro diverso per il proprio Paese martoriato.

E' Noqreh, la protagonista del film, che sogna l'impossibile:diventare Presidentessa dell'Afghanistan. E' un pensiero blasfemo per suo padre, anziano carrettiere  intransigente che vaga tra le macerie di Kabul, come un'anima in pena. La  trasgressione della ragazza si manifesta anche indossando un paio di scarpe bianche col tacco, di foggia occidentale, che demarcano la Noqreh intrappolata in quel destino e quella dell'utopia di un futuro da Presidente del proprio Paese, dopo la fine dell'Enduring Freedom. Benazir Bhutto in fin dei conti e' una donna candidata alle elezioni nel vicino Pakistan, perche' il suo sogno non potrebbe essere possibile? 

Confessa il suo desiderio ad un'amico poeta per cercare di capire le strategie per poter essere eletta, capire quali discorsi fare per essere convincente e credibile agli occhi dei suoi connazionali, e poter finalmente prendersi cura delle sorti del suo travagliato Paese. Il suo amico poeta, potrebbe essere colui che si occupa della campagna elettorale, e'quello che le declama ,come un mantra, "Alle cinque della sera", i versi di  Lorca.

L'immaginazione e' fervida, nonostante lo squallore circostante;la traversata del deserto, verso Kandahar, accompagnata dal padre, la sorella allo sfinimento e il corpo agonizzante del nipotino, la riportera' alla cruda realta'.

La regista del film, Samira Makhmalbaf, sottolinea che, come sosteneva Godard, il cinema e' stato inventato per mostrare la realta', solo in seguito e' diventato un mezzo d'intrattenimento.

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lunedì, 12 maggio 2008

Estate 1959, Stato dell'Oregon, Usa.

Castle Rock, 1281 abitanti.

Quattro ragazzini dodicenni affiatati si mettono alla ricerca del cadavere di un coetaneo scomparso da casa, spinti dal desiderio eccitante di avere il loro quarto d'ora di notorieta', una foto sul giornale, la pubblicita' in televisione.

Sono molto diversi tra di loro, ma l'intento e' comune e rinsalda la loro amicizia.

Gordie ha una passione per la scrittura, ma si sente isolato dai genitori da quando un muro di incomunicabilita' e' sceso tra di loro, dopo la tragica morte del fratello, promessa stella dello sport.

Chris e' perseguitato dal pregiudizio perche' proveniente da una famiglia di poco di buono; e' intelligente e di grande sensibilita', ma cio' non basta a riscattarlo.

Teddy e' figlio di un reduce dello sbarco in Normandia, a cui sono rimaste le stigmate di gravi problemi psichici derivanti dal devastante vissuto; il padre gli ha ustionato un orecchio sulla stufa e ne porta i postumi.

Infine c'e' Vern, visibilmente sovrappeso, oggetto di continue derisioni, personalita' labile e pavida.

Le migliori storie di bambini sono viaggi, sia in senso metaforico che non; i 4 ragazzini infatti compiranno un viaggio di 50 km. sulle traccie di un cadavere, un viaggio che sara' un rito di passaggio verso l'adolescenza, niente sara' piu' come prima.

Il film e' la trasposizione cinematografica  del racconto piu' atipico, ma assolutamente affascinante di Stephen King, Il corpo.Secondo il parere dell'autore e' il miglior  film tratto dalle sue opere.

King ebbe a dire che libri e film sono come mele e arance, entrami frutti gustosi, ma ognuno dal gusto diverso.

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venerdì, 09 maggio 2008

 

 

libri

 

Ulisse, dal nome evocativo, uno dei personaggi di questo libro di Stefano Benni, e' un lettore per una piccola casa editrice, autore di un solo libro, in crisi perche' arenato nella stesura della seconda opera.

Achille, un giovane entusiasta, ma ingabbiato in un corpo vulnerabile, oppresso dall'handicap di una malattia pervasiva e invalidante.

Il romanzo e' il dialogo tra queste due persone che incrociano la loro vita tramite un misterioso appuntamento.

Anche gli altri personaggi portano nomi omerici: Penelope, un'immigrata senza permesso di soggiorno di cui e' innamorato Ulisse, Circe, la sua segretaria, Vulcano il suo direttore.

Il tema dell'handicap Benni lo sa trattare in maniera lieve ed ironica, con pennellate toccanti e scanzonate, anche quando si cala negli abissi delle sofferenze quotidiane senza sconto.

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mercoledì, 07 maggio 2008

ca

Ca' Venier dei Leoni

Sul Canal Grande, a Venezia, s'affaccia Palazzo Venier dei Leoni, per 30 anni abitazione veneziana  della collezionista e mecenate americana Peggy Guggenheim; dopo la sua morte, nel 1979, l'edificio e' passato, assieme alle opere d'arte, alla Salomon R. Guggenheim Foundation di Ny . La sistemazione delle opere segue un ordine per correnti figurative; nel giardino, invece, sono presenti sculture di vario genere e le tombe dei suoi amatissimi cagnolini, dai nomi sorprendenti (Hong Kong, Cappuccino, Pegeen, in onore della figlia).

Sessant'anni fa, nella primavera del 1948, l'eccentrica, scandalosa, insicura Peggy sbarcava in laguna e Venezia le rende omaggio.

Il Museo Guggenheim e' delizioso ed e' considerato uno dei piu' importanti musei d'arte contemporanea in Italia.

Nel 1948 la Guggenheim acquisto' per 60 mila dollari Ca' Venier, un'edificio  incompiuto, gia' proprieta' di nobildonne stravaganti almeno quanto lei, e subito i gossip fiorirono,  era troppo cosmopolita e disinibita per la Venezia di allora.

Peggy era una musa inquietante, dall'abbigliamento coloratissimo e catalizzante, stravagante nei modi, si annoiava facilmente e per sedare la voglia intensa di vita faceva lunghi viaggi: Tibet, India, Giappone.

Ogni personalita' di spicco, in visita a Venezia, passava da lei: De Chirico, Miro', Henry Moore, Chagall, Cocteau, Montale, Tenessee Williams, Stravinskij e altri ancora.

Le opere contenute nella casa -museo sono di  tanti artisti importanti, tra gli altri Kandinskij, Piet Mondrian, Paul Klee, Giacomo Balla, Max Ernst, Miro', Magritte, Picasso, De Chirico, Pollok. 

Peggy e' stata descritta come una pessima madre, indifferente, egocentrica, temibile cuoca,  indomabile, di cattivo carattere; del resto e' risaputo che le persone di carattere hanno sempre un pessimo carattere.

Le fotografie che la ritraggono parlano per lei, occhiali da sole bizzarri piu' grandi del suo volto, abiti pazzeschi, circondata dai suoi cani razza tibetana lhasa apso, tra sculture africane, lampadari ed oggetti d'arte che precorrono i tempi.

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giovedì, 24 aprile 2008

Con una bellissima foto in bianco e nero che rappresenta Kyoto d'inverno ritratta da lui stesso, Fosco Maraini ci introduce al vissuto"Ore giapponesi", libro uscito in nuova edizione per conto della casa editrice Corbaccio.

Maraini, scomparso 4 anni fa, era una figura poliedrica, inedita: scrittore, antropologo, studioso, etnologo, fotografo e pure alpinista, tutto questo in una sola persona. Era il maggior conoscitore italiano del Paese del Sol Levante, ne ha setacciato ed indagato le lande piu' remote per piu' di 60 anni, con tutti i mezzi di locomozione possibili. Se siete affascinati dalle culture lontane questo e' un libro importante, il Giappone non avra' quasi piu' segreti per voi, i luoghi descritti diventeranno i paesaggi della vostra anima.

Sin dagli anni '30 si trasferisce con la famiglia in Giappone e rimane fino al 1945; nel 1943 viene internato in un campo di concentramento insieme ai figli piccolissimi e alla moglie. La figlia, Dacia Maraini, nota scrittrice, ha spesso raccontato di quei giorni terribili, attraversati dalla paura e dai morsi della fame che faceva delirare. C'e'il ricordo doloroso, nel 1945, di un Paese distrutto, occupato dagli americani. Prima di allora il Giappone non era mai stato occupato da nessuno straniero, il popolo si considerava indomito, invincibile, eletto. Dopo la guerra la situazione era angosciosa e c'e' voluto molto tempo per recuperare l'orgoglio nazionale ferito e oltraggiato. Ma il popolo rialza la testa e segue lo strabiliante sviluppo economico degli anni '60 e '70. Il Giappone e' uno strano Paese dove convivono tradizione arcaica e modernita' ipertecnologica.

Maraini racconta le vicende giornaliere di viaggio lungo tutte le sue peregrinazioni  dall'Est all'Ovest, a cui segue una rilettura aggiornata.

Le fotografie che corredano il libro sono strepitose,raccontano il Giappone in transizione, tra tempi lontani e i giorni nostri. Sottolineano gli aspetti religiosi, della politica, della tradizione, dell'arte, dei costumi e delle usanze..

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venerdì, 11 aprile 2008

libri

 

 

Questo il titolo del primo ed unico libro che ho letto di Roberto Cotroneo.

Oltre che critico letterario, l'autore qui e' un papa' che spiega al figlio Francesco di qualche anno, tramite una lunga lettera appassionata, una storia,quella dei libri che piu' ha amato nell'adolescenza.

Inizia spiegandogli qual'e' esattamente il suo lavoro, che consiste nell'esprimere giudizi sui libri che legge; un'esercizio di stile sui libri che non gli piacciono affinche' i lettori non sbaglino nella scelta.

Gli racconta di come sin dai tempi del liceo debba al suo professore comunista, eretico, libertario, il miracolo di molte letture importanti, l'approffondimento della scrittura semplice e chiara, come una ginnastica mentale, un costante esercizio intellettuale. 

Parla in termini semplici della meraviglia della scoperta di una storia di pirati dei mari del Sud ,raccontata nell'Isola del Tesoro di Stevenson, dal sapore esotico e dai colori forti.

E poi del romanzo di formazione per eccellenza, Il giovane Holden di Salinger, un grande libro che sembra scritto in modo semplice: e' la storia di un adolescente trasgressivo alla ricerca disperata di generosita', contro un mondo intollerabile fatto di mediocrita', spacciata per grandezza.

Cotroneo parla al figlio anche delle affascinanti poesie di Eliot, del Soccombente di Thomas Bernhard e, come d'incanto, fa parlare questi personaggi dei libri e delle poesie tra di loro.

Tocca temi suggestivi come l'inquietudine, la trasgressione, la tenerezza, la passione, il talento, in modo lieve e seducente.

Ho trovato chiavi di lettura inedite e piene di appeal.

Si puo' portare con se' al seggio elettorale, casomai ci fosse la coda...visto il maltempo!

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sabato, 05 aprile 2008

sentiero Rilke ,Trieste

 

 

Che bello un tour primaverile tra il mare ed il Carso della provincia triestina! Il sentiero Rilke, a picco sul mare, va da Sistiana, nei pressi di Trieste fino a raggiungere il castello di Duino.

Si possono ammirare giochi cromatici della classica e profumata vegetazione mediterranea, la posizione particolare del sentiero favorisce la crescita di molte varieta' di piante, l'incontro tra l'asperita' del Carso ed il Mediterraneo e' fecondo.

Il nome del sentiero e' stato dato in onore al poeta ermetico Rainer Maria Rilke, che soggiorno' al Castello di Duino a lungo.

Il percorso si snoda per poco piu' di un km. e mezzo, lungo la passeggiata ci sono quattro belvedere mozzafiato, portarsi dietro la macchina fotografica quasi un obbligo!

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venerdì, 22 febbraio 2008

Milena Agus, insegnante di italiano in un Istituto Tecnico di Cagliari, e' diventata suo malgrado una celebrita'. E' una donna dai colori mediterranei, schiva e timida che parla sottovoce, veste sottotono e pare una che sa ascoltare gli altri. Dice che da quando il successo del suo libro "Mal di pietre" l'ha travolta, la sua vita ha subito scosse telluriche, anche se i suoi allievi non sanno nulla di questa sua seconda identita'.Questo e' il suo secondo romanzo, l'opera prima e' "Mentre dorme il pescecane", che devo ancora leggere. Il libro racconta la storia di una nonna, una vecchia sarda illetterata, della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori.Tutto questo le capita un po' in tirardo, quando ormai non ci sperava piu', nella Cagliari del '43.La sua famiglia ospita un uomo che si sdebita sposandola , ma non e' ancora l'amore vero, quello a lungo agognato.Ma, dietro l'angolo, in seguito ad un viaggio in Continente, durante una cura termale per guarire dal "mal di pietre", colorito modo per definire i calcoli renali,l'inaspettato, vagheggiato, sognato amore si presenta...L'incanto della storia e' la sua semplicita', una semplicita' sofisticata, non facile da raggiungere, il cui effetto e' magico, resta a lungo nella memoria. In questi giorni e' uscito anche"Ali di babbo", sempre per la piccola casa editrice Nottetempo.

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lunedì, 18 febbraio 2008
Teatro Verdi, 16 febbraio 2008

TEATRO VERDI (PN), 16/02/08

Un'enorme tenuta che va in malora, un giardino di ciliegi che una volta all'anno, nel mese di maggio, quando ancora la neve non si e' disgelata del tutto, si copre di fiori bianchi e diventa un frutteto delle meraviglie, il primo per grandezza di tutta la Russia, fonte di sostentamento, orgoglio e vanto, simbolo di rimpianti, speranze e sogni. Ogni anno il ciclo delle stagioni si compie, e ogni anno, il giardino ritorna a fiorire, ricomincia la vita. A contemplare questo miracolo di madre natura, per l'ultima volta, riuniti nel salotto della grande casa d'infanzia,  i personaggi della commedia scorgono il tempo inesorabile che passa e l'approssimarsi di una resa dei conti col proprio futuro. Lo spettacolo, organizzato con la collaborazione dell' Associazione Teatro Pordenonese e' un omaggio al Teatro dell'Elfo, che compie 35 anni di attivita'.

".....il teatro deve tornare (o continuare) a essere un luogo che produce senso, dove ritrovare un filo possibile nella conoscenza di se' stessi e del mondo, dove tornare a essere, almeno per qualche ora, comunita'.Il teatro deve riscoprire la sua funzione di antichissimo e mai superato mezzo di comunicazione interattiva, deve cercare strenuamente di mettere a frutto il qui e ora che costituisce ancora la sua caratteristica rivoluzionaria...il teatro non e' linguaggio, il teatro e' un discorso. Il teatro e' dialogo, il teatro e' arte dell'incontro." Fernando Bruni e Elio De Capitani.

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