Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: Ron Kovic, Oliver Stone
Genere: drammatico, Guerra (1989)
Piccolo centro, nei pressi Ny, e' qui che nasce Ron Kovic, da una famiglia ultratradizionalista, cattolica e benpensante. Il giorno della sua nascita sembra rinchiudere un destino: e' il 4 luglio, l'Independence Day, festa nazionale degli americani, e conferisce al suo entusiasmo patriottico di ragazzo educato all'agonismo e a credere negli ideali dell'americano medio, una dimensione fatale. Nel 1967, raggiunta l'eta' necessaria, puo' finalmente servire il proprio Paese nel corpo dei marines degli Usa e parte volontario per il Vietnam, imbacuccato nella convinzione di difendere la bandiera e la civilta' dal pericolo del comunismo.Ma la realta' si presenta ben diversa da cio' che aveva immaginato,li' e' l'inferno, la guerra e' crudele e spietata , donne e bambini vengono massacrati atrocemente. Lui stesso, per errore, uccide il commiltone Wilson, la spirale dell'orrore non conosce tregua.In seguito viene ferito durante un combattimento e restera' paraplegico ed impotente. Al rientro in Patria ci saranno altre delusioni ad aspettarlo: la situazione e' cambiata, lui non e' visto come un eroe e la sua presenza e' scomoda ed ingombrante. Le umiliazioni che subira' saranno tali e tante da fargli vedere la vita da un'altra angolazione , sposera' la causa del pacifismo diventandone un leader del movimento, trovandone uno scopo che puo' riempire la sua vita .
Il regista Oliver Stone, l'anarchico pacifista di Hollywood , puo' apparire un po' troppo didascalico, questo film viene dopo Platoon del 1986, ma merita comunque la visione.
Questa sera la mia porzione di cielo verra' illuminata a giorno da mirabolanti fuochi d'artificio che termineranno coi colori della bandiera americana; la base Usaf ha sospeso i festeggiamenti credo solo quando la crisi dell'ex Jugoslavia, terra a noi limitrofa, era troppo sanguinosa e vicina, festeggiare era indecoroso, uno schiaffo esibizionistico di ostentazione intollerabile.
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